08 luglio 2008

La cacca del diavolo e l'inflazione

Voi non lo sapete, ma io ho nuovi entusiasmanti divertimenti.

Il paracadutismo estremo? No, più assurdo. I film di Woody Allen? No, più divertente (io Woody Allen abbastanza lo odio). Ebbene sì: l'economia.

L'economia è una scienza strana, e quindi in effetti è simpatica. Lo so che direte ora che non è vero, che argh!, che cosa stai dicendo, l'economia fa schifo. E' triste. E' il male. E' tutta colpa
dell'economia, eccetera. Anche io lo pensavo.

Poi ho avuto un'epifania: l'economia, mi hanno detto, è una scienza senza valori, nel senso che uno i valori ci mette i suoi e usa l'economia per metterci bene i suoi valori. In realtà, come la fisica per dire, che a seconda dei valori che uno ha serve per fare le bombe atomiche o per aprire i barattoli di sugo sottovuoto, ecco.

Prima di iniziare a parlarne, vorrei solo mettere in chiaro ancora una cosetta piccola ma importante: non ne so tanta, quindi più che una divulgazia questo posto qui vorrebbe essere uno spunto di discussione.. Come dire, niente di più facile che abbia capito pan per
lanterne. Ecco.

Dunque, come dice Moni Ovadia, tutto sta a vendere comprare vendere comprare vendere comprare. Ma partiamo dal principio.

Prendiamo back, il cane rosso bastardo fuori e dentro. Ecco, back ha chiarissimo in testa il concetto di “mio”. Se provate a dargli per dire un osso di ginocchio di mucca, lui se lo prende, se lo
custodisce, vi ringhia se lo volete riprendere. Fin qui tutto bene, a parte che vi vedo già strabuzzare gli occhi, e con la schiuma alla bocca dire “non starai mica dicendo che la proprietà privata è un concetto innato eh!?”

Ecco beh sì, la proprietà privata è un concetto innato, ma è molto più complicato di così. In pratica, è come dire: mi piacciono le scarpe rosse, o i compiuteri mac, o appartenere ad un gruppo, per esempio la gente di sinistra o la croce rossa o che ne so, e sono disposto a dare
qualcosa in cambio per averli, soldi, tempo, fatica, che ne so.

Back il cane rosso, essendo un premio nobel, sì, ma pur sempre un cagnetto, invece, non concepisce il concetto di scambio. L'osso è mio e basta. Ora voglio i gratti sulla testa. Anche i bimbi piccoli la vedono così: tutto è dovuto, voio quello. Se no, capricci.

Ora, siccome i soldi sono la cacca del diavolo, facciamo per un momento finta di abolirli, di tornare a fare i fricchettoni che barattano. A monte le banche, la borsa e tutto il resto.

Funziona benissimo, finché siamo d'accordo. Cioè finché ho qualcosa da scambiare che a te serve e non hai e viceversa. Tipo: la E. ha un vasetto di melanzane sott'olio e io invece la salsa barbecoa alla birra. Se mi dai un vasetto a me io ti do un barattolo a te e tutti amici. Ora però supponiamo che a me le melanzane mi facciano schifissimo (ciò è falso e tendenzioso, si badi, e io sono
assolutamente favorevole ad un eventuale scambio come il succitato). La E. però mettiamo che non abbia altro che melanzane, quest'anno. Lei vorrebbe la salsa barbecoa, ma non ha nulla da darmi in cambio. Allora potrebbe scambiare le melanzane con degli zucchini, dare a me gli zucchini e avere la salsa. Vittoria.

In effetti questo metodo funziona abbastanza bene. Per ora teniamolo.

Evviva, siamo una comunità fricchettona che ha abolito la cacca del diavolo.

Ecco, è evidente una cosuccia: che siccome non c'è i soldi, le melanzane, gli zucchini e la birra per la salsa non è che li compri alla coop o dal besagnino: devi o produrteli o scambiarli con qualcosa
che hai prodotto con qualcuno che li ha prodotti.

Ci dividiamo quindi la terra a disposizione: un pezzetto per ciascuno. Io ci coltivo il luppolo e l'orzo, la E. le melanzane e la Nessie gli zucchini. Tutto fila a gonfie vele, e la comunità si
allarga. La terra è fertile, le piogge gentili e tutto è come in una stucchevole fiaba da sussidiario.

C'era una volta, però, che la nessie aveva unite le sue terre all'uliveto palestinese, ché stavano insieme oh che gaudio. Poi graziaddio lo abbiamo sradicato. A questo punto, la nessie ha due
pezzi di terra, ma riesce a malapena a coltivarne uno solo a prezzemolo e basilico ikea. Quando arriva la amber che dice cheffigo anche io voglio venire con voi, la terra in di più della nessie la
nessie ce la può dare alla amber. Il fatto l'è che se invece di uno sono due, o tre, o mille, i nuovi amici che vogliono venire a vivere con noi, bisogna decidere a chi darla, la terra. Ora, nel magico mondo dei mio mini pony la terra si ridivide per due o tre o mille e tutto funziona. Ma nel mondo reale, con un millesimo di campo non si producono abbastanza carote o melanzane o capre per ciascuno. Lo scopo del gioco è ovviamente stare tutti il meglio che si può. Facciamo un esempio.

Diciamo che Antonella e Berto sono due nuovi amici. Vanno dalla nessie e dicono che ce l'hai della terra da darci, tu che ne hai ereditata un bel po' dall'ulivo palestinese? Ora, le possibilità sono
fondamentalmente quattro:
  • la nessie dice no, tiene la terra lì e incolta. Un campo lo coltiva, l'altro no. Ottiene un raccolto, facendo una fatica tot. Antonella e Berto non ottengono niente. Rispetto a prima, non cambia niente.
  • Oppure, numero due: la nessie dice certo, fate pure. Vi do tutta la terra. La nessie non coltiva più. Ottiene zero, a zero fatica (ma un sacco di fame). Antonella e Berto ottengono ciascuno un raccolto, a fatica tot a testa. La situazione di Antonella e Berto migliora (lafame è peggio della fatica), quella della nessie peggiora.
  • Numero tre: la nessie prende il campo incolto e lo divide tra Antonella e Berto. Antonella: mezzo raccolto, mezza fatica. Idem Berto. La nessie come prima. La situazione della nessie è stabile,quella degli altri due migliora.
  • Numero quattro: la nessie prende i suoi due campi, li da uno a Berto e l'altro ad Antonella. Come il caso numero uno. Però dice: voi coltivate i campi e mi date a me un terzo del raccolto ciascuno. A questo punto, Antonella e Berto fanno due terzi di raccolto ciascuno, con fatica un tot ciascuno. La nessie invece ha due terzi di raccolto ma a fatica zero. La situazione di tutti e tre migliora notevolmente. Per Antonella e Berto perché non hanno più fame, per la nessie perché non fa più fatica.
A questo punto è importante considerare che dobbiamo metterci nella situazione in cui non siamo tutti amici. Perché, dite voi? L'economia schifa l'amicizia? Beh no, assolutamente, anzi. Il fatto è che essere amici di qualcuno è un potentissimo incentivo: per amicizia siamo disposti a fare o dare cose a gratis. O per meglio dire, in cambio di affetto, stima, gratificazione e robe così invece che melanzane sottolio. Se la streganocciola mi chiede di aggiustarle il compiutero lo faccio gratis perché è mia amica, e quindi in realtà non è gratis ma è in cambio di riconoscenza e affetto e stima. Siccome siamo amici, la sua riconoscenza, affetto e stima hanno per me un valore alto, più
alto del prezzo da pagare di sbattimento e noia e tempo che ci metto ad aggiustarle il compiutero. Se me lo chiede uno sconosciuto, la riconoscenza, affetto e stima che ottengo dallo sconosciuto sono di scarso valore per me. Vorrò invece delle melanzane. Quante? Beh, più che posso e non meno di quante ce ne vogliono per pareggiare lo sbattimento. Lo sconosciuto farà il ragionamento opposto: quante melanzane è disposto a darmi? Meno che può e comunque non più di quelle che lo consolerebbero del compiutero rotto. Questo in economia si chiama rapporto costi benefici. Io ho un certo costo, ad aggiustare un compiutero, e lui ha un certo costo a non avere un compiutero che funziona. Io aggiusto il compiutero dandogli così un certo beneficio, e in cambio ottengo melanzane che danno a me un beneficio. Ci mettiamo d'accordo se entrambi abbiamo il massimo beneficio dalla cosa.

Ma torniamo allo scambio e alla comunità fricchettona che abbiamo fondato. Supponiamo di volerci comprare un trattore. La strega, nella fattispecie. Vuole un bel trattore Apple, un trattore bianco con una mela sui coprimozzi. Per sua fortuna si da il caso che ci sia proprio un membro della comunità che è capace a fare i trattori apple. Bene, credo sia evidente a tutti che ci vogliono un sacco di melanzane sottolio per un trattore. Per esempio diciamo che ci vogliono quattro raccolti di melanzane per un trattore. A questo punto ci sono due modi perché la strega possa pagare: o mette da parte per quattro anni le melanzane (o meglio, ne mette da parte un po' ogni anno per più anni, perché deve comunque mangiare) e poi le da al trattorista in cambio di un trattore, oppure fa un puffo. Dice senta, trattorista, facciamo che lei mi da un trattore ora, e io per tot anni le do tante melanzane così. Son due modi, entrambi validi.

Vediamo il primo. Allora, è evidente che le melanzane vecchie dieci anni sono muffose e raggrinzite. Non si riescono a risparmiare. Questo è un po' uno scazzo. Anche senza volere il trattore, capita che un anno ci vengano un sacco di melanzane e l'anno dopo sbagliamo a
annaffiare e non abbiamo raccolto. Il risultato è che ci siamo riempiti di roba l'anno prima ma quest'anno non possiamo usare quell'avanzo lì. Sarebbe meglio avere un modo per ricordarsi che
l'anno prima ho dato un sacco di melanzane in giro e quest'anno vorrei riavere indietro un po' di zucchini. Un promemoria.

E allora ci incontriamo una sera da stavros e decidiamo che usiamo i sassolini della spiaggia. Se io ti do due melanzane, tu non mi dai le zucchine se non ce le hai, ma mi dai quattro sassi. Io l'anno dopo torno e ti ridò i sassi e tu mi dai le zucchine che mi devi. Evviva! Ora possiamo mettere da parte per il trattore. Dopo tipo otto anni che metto via sassolini avuti in cambio delle melanzane posso dare i sassolini al trattorista e lui si farà dare zucchini a profusione. Oppure posso fare una cosa più furba: andare di notte alla spiaggia con un secchio, riempirlo di sassolini e dire che io era cento anni che risparmiavo sassolini, e ora sono ricco. Non funziona.

Il modo che ripensiamo allora è che usiamo qualcosa di raro e che abbia un valore intrinseco. Gli esseri umani le cose che luccicano e hanno in pochi gli piacciono molto, e sono disposti a pagare un certo tot di melanzane per averli. Diamonds are a girl's best friend. E anche l'oro, per dire. L'oro non serve praticamente a niente, ma ha due grossi vantaggi: non si spala sulla spiaggia e non
arrugginisce. Vuol dire che alla maggior parte della gente conviene di più ottenere l'oro dalle melanzane che andandolo a scavare di nascosto per imbrogliare. E anche vuol dire che se mi dai oggi dell'oro, l'anno prossimo è ancora buono, non arrugginito e non corroso. Quindi è un buon materiale di scambio. Diciamo che ti do un grammo d'oro per dieci melanzane, e tu potrai tenerlo e poi riusarlo quando vorrai. L'oro tralaltro è bello pesante e duttile, così un bel po' di valore in oro è trasportabile facilmente, più facilmente delle melanzane o delle pecore che scambiavamo finora (la pecunia, appunto). L'unico problema rimasto è essere sicuri che non ci imbroglino. Per esempio, dicendo che un pezzo d'oro è un grammo quando invece è di zerovirgolaotto grammi, o che è oro e non ottone, eccetera. Come facciamo? Con l'aiuto di un amico comune, o di un'autorità fidata. Prendiamo qualcuno che sia onesto e preciso. Quando io devo darti dei soldi, prendo i miei
pezzi d'oro, vado dall'onesto e preciso omino, gli dico: mi certifichi che questo oro è proprio un grammo ed è proprio oro? Lui dice sisì, mi fa una garanzia, io ti porto oro e garanzia e tutti siamo
contenti. Beh, tutti tranne il fidato omino: perché dovrebbe sbattersi col bilancino di precisione? Certo, per un incentivo. Gli lasciamo un pochino dell'oro. Per esempio, gli diamo un grammo, lui ce lo marchia con un punzone apposito che si sappia che è solo suo, si tiene cinque centesimi di grammo e ce ne restituisce zeronovantacinque grammi, ma marchiati. E allora? Ci perdiamo? Beh no, perché invece di un grammo sono zeronovantacinque, ma certificati. Siccome la tranquillità di non essere stati fregati vale almeno cinque centesimi di grammo, ce ne stiamo di zeronovantacinque sicuramente buoni rispetto a un grammo forse falso. L'oro viene marchiato (col marchio, o marco, magari tedesco veh) con marchi diversi in base al peso, ad esempio una libbra (o lira che dir si voglia...).

Orbene, a questo punto la strega può dare via melanzane in cambio di libbre, pardon: lire d'oro. Quando ne ha racimolate abbastanza le può dare al trattorista per il suo trattore apple.

In realtà però c'è da considerare una questioncilla: il trattore avrebbe migliorato la resa del campo della strega nocciola. Supponiamo che di base il campo produca cento melanzane all'anno. Col trattore invece centoventi. Aspettare otto anni per avere il trattore mentre si mettono via le lire d'oro è uno schiaffo alla povertà: significa buttare via centosessanta melanzane, praticamente. Ovvero, un raccolto e mezzo e un po' di avanzo. Scazzissimo. Come fare? Facile, basta dire al trattorista: dammi il trattore e io te lo pagherò quando avrò le libbre, le quali le avrò celermente, per causa che il trattore mi aiuterà. Già, eccellente. Ma di che mangia, il trattorista, per quegli anni che aspetta le libbre?

Momento, c'è il fidato amico, che lui ha un sacco d'oro e nessuna melanzana. Ricordate? Quello che scrive sull'oro quanto pesa e si tiene la sua parte. Ecco, lui viene lì e dice alla strega nocciola:
facciamo così. Io ti do subito le quattrocento libbre che ti servono, e tu me le ridai con calma quando le hai. Così ti puoi comprare subito il trattore. Per il disturbo facciamo che me ne ridai cinquecento invece di quattrocento e a posto così. Come prima, tutti sono più contenti: la strega nocciola ha il suo trattore, il trattorista le libbre per comprarsi melanzane zucchine e capre, il fidato amico che ha cento lire in più. Evviva evviva. La cosa funziona così bene che un sacco di gente va dal fidato amico a chiederci delle libbre a prestito. Al fidato amico va così bene che mette un banchetto in piazza, poi un banco vero e proprio, e alla fine -le femmine si sa sono più in grande dei maschi- una banca. Facendo le cose in grande, all'amico inizia a scarseggiare l'oro. A questo punto fa due cose, una più ragionevole e una assolutamente azzardata. Quella più ragionevole è questa: chiede l'oro alla gente che ce l'ha. Dice a tutti: se state risparmiando dell'oro, fate così: me lo date a me, io ve lo tengo e quando lo rivolete ve lo rendo. In cambio vi do un po' di soldi ogni tot che me lo lasciate. Questo tot è meno di quello che chiede lui, ma comunque meglio di niente, e effettivamente siccome l'amico è fidato, si è tranquilli che i soldi è come averli in casa ma con un valoruccio aggiunto. E a costo praticamente zero, ogni cacatella di mosca fa sostanza. Quei soldi che prende dalla gente, l'amico li mette insieme e li presta a più rischio per più tempo eccetera come si diceva prima. Poi però fa un'altra cosa: presta i soldi che non ha. Attenzione perché è una cosa grossa, questa. In pratica dice: occhei, tu vuoi cinquecento libbre. Io invece di dartele in libbre d'oro, ti scrivo una nota che dice “cinquecento libbre. Sul mio onore, croce sul cuore, che se vuoi venirti a prendere l'oro da me in banca lo puoi fare quando vuoi, ma per ora ti lascio solo l'impegnativa. Firmato, l'amico fidato. Anzi, come si fa chiamare ora: firmato il Governatore della Banca d'Italia”. Ecco fatto, ha inventato la nota di banca, banconota per gli amici. La bellezza della cosa è che questa banconota è, come si dice, “al portatore”: c'è scritto sopra “pagabile a vista al portatore”. Cioè chiunque ce l'abbia può richiedere l'oro, chiunque egli sia. E quindi sulla fiducia, quella carta lì vale tanto oro quanto c'è scritto sopra. Che è come dire che l'oro non serve più, fintanto che ci fidiamo del fatto che lo possiamo prendere quando vogliamo. Questa cosa è una cosa geniale, perché il risultato è che abbiamo creato ricchezza dal cilindro. In pratica nulla vieta all'amico di scrivere un sacco di banconote, tanto la gente se ne sta. In pratica, però, c'è anche da dire che questo tipo di giochetti sono ben
pericolosi. Vediamo perché.

Partiamo intanto dal fatto della fiducia: noi ce ne stiamo di lasciargli il nostro oro perché siamo sicuri che ce lo possiamo riprendere quando vogliamo. Poi anche che le banconote funzionano
perché chi le accetta è sicuro di poter prendere l'oro quando lo vuole. In realtà però abbiamo visto che di oro non ce n'è per tutti, è una specie di imbroglio della banca. In pratica, si considera che in media non tutti vorranno l'oro nello stesso momento, e quindi quello che entra può uscire e tutto il resto è di carta come se ci fosse. In certi casi però scoppia un casinuccio e tutto va ramengo. Tipo Mary Poppins quando il bambino urla non vogliono darmi i miei soldi! e
tutto il mondo chiede i soldi indietro per panico che non ce ne siano più. In quel caso lì non c'è più la fiducia di sottofondo e va tutto ramengo. Oltre che in Mary Poppins succede anche nel mondo reale, con la storia dei subprime, ad esempio, che magari vediamo un'altra volta.

Comunque, di fatto, se tutto il mondo vuole l'oro indietro dal nostro amico, l'amico non ce lo ha e quindi prima si deve vendere anche le mutande per avere dell'oro da dare e poi dichiara bancarotta e fallisce. Il problema in questo caso, oltre che dell'amico, è anche di tutti quelli che hanno delle banconote della banca dell'amico, che diventano carta straccia, of course.

Ecco, poi c'è l'altra, più sottile questione: facciamo che siamo tutti fiduciosi e non chiediamo l'oro tutti insieme. Allora, il Governatore della Banca si prende bene e stampa banconote a nastro. Per stamparle, lui spende poco, diciamo praticamente zero. Quindi a lui conviene dare una banconota per qualsiasi valore in oro. Offerta speciale: cento libbre in banconote a dieci libbre d'oro. Sembra l'affare del secolo: tutti ci guadagnano. Il banchiere guadagna dieci, la gente guadagna novanta. Cheffigo.

Ora siamo tutti ricchi. Cosa succederà? Bene, torniamo ai beni, cioè alle melanzane.

Facciamo finta che le melanzane costassero dieci lire al chilo. Prima, colle mie dieci libbre d'oro, me ne compravo quindi un chilo. Ora, con le mie cento lire di carta me ne compro dieci chili. Questo vuol dire, se tutti vogliono le melanzane, che la domanda di melanzane è dieci volte tanto. Non ce n'è per tutti, quindi dobbiamo litigare su chi si prende le melanzane, che tutti adoriamo a dismisura. Chi offre di più se le accaparra, naturalmente. Ora, il ragionamento che faccio è: se
io le pago cento lire al chilo a me non mi cambia niente rispetto a prima, visto l'affare che ho fatto con le banconote. Ma tutti penseranno la stessa cosa, quindi il nuovo prezzo delle melanzane sarà
di cento lire al chilo. E voi direte: chissenefrega? Beh, insomma. Supponiamo di avere da parte centomila lire. Per metterle da parte, ci abbiamo messo un sacco di anni, vendendo zucchini dieci lire al chilo. Ci servivano per comprarci il trattore nuovo, per esempio. D'un tratto, quei bei soldini lì valgono di fatto un decimo. In pratica ci posso comprare un quintale di melanzane, al
massimo. Questa cosa qui si chiama l'inflazione.

Dunque gli è che se non posso comprarmi il trattore (il cui prezzo, ovviamente è decuplicato anche lui), vuol dire che l'anno prossimo il trattorista produrrà meno trattori. Quindi non guadagnerà granché, e non potrà pagare degli stipendi congrui a quelli che lavorano facendo
trattori, che non potranno più comprarsi le zucchine. Quindi chi fa le zucchine non comprerà melanzane, e la E. non potrà comprare la mia salsa barbecoa e così via. E quindi tutti staremo peggio.

Ecco, io l'ho capita così. Che ne pensate?

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04 luglio 2008

La Gran Grigliata Del Monte

(La Casasulmonte non è minimamente collegata alla multinazionale dello sfruttamento intensivo Del Monte...)

Orbene,
visto: il caldo, l'afazza, la morte civile;
visto: la disponibilità di terrazzo vista porto, tavolo, sedie, possibile brezza e soprattutto del BBQSV (BarBeCue Senza (tutte le) Viti)
visto: il periodo non minimo dall'ultima volta che ci vedemmo un po' tutti
visto: che il sottoscritto e la di lui signora hanno imparato nuove, succulente ricette in quel delle Canarie

Si promulga invitazione-signalazione

Per la Gran Grigliata Della Casa Sul Monte, la quale prevederà indicativamente:
  • Un aperitivo ancora non meglio definito, ma con pochi smangini sennò mi avanzate la roba
  • Bruschette aglio-pomodoro-cipollotti-persa (che sarebbe maggiorana, per quelli che non parlano de Zena)
  • Papas Arrugadas con i mojos. Mojo rojo e mojo perejil. Le papas arrugadas sono patate cotte col sale che si mangiano colla buccia. I mojos sono salsette all'aglio olio e aceto con svarie robe dentro. Le papas arrugadas si pucciano nei mojos.
  • La carnazza, ovvero: salsiccette, costine, bistecche
  • La salsa barbecoa alla birra quella dell'altra volta se mi ricordo giusto, sennò simile
  • I tomini et similia
  • Verdurine cotte e crude
  • Torta di verdura della E. che si è offerta di portarle
  • Il dolce di Sesc che si è offerto lui
  • Acqua birra eccetera
Ora, tanto per capisse: chi viene e mangia si divide la spesa, ma in realtà la spesa è ridotta datosicché in realtà un sacco di cosine già ce le ho, reditate o comunque disponibbili e da consumarsi anyway. Quindi: la carnazza (tranne quattro costine) la si paga. I tomini li si pagano. Indicativamente tutto il resto già ci è, quindi a posto così. Serio. Non saprei neanche il prezzo.
Ecco, sì. Se qualcuno vuol portare tipo da bere qualcosa (metti il vino, per dire) è più che bene accetto. Invece da mangiare, esclusi chi ha già detto (la E. e Sex che sono già in elenco) magari ecco, no, che sennò diventa veramente troppa roba. Ci può al limite stare un contributo birra nel senso che ce la abbiamo (la moretti, quella standards. Se la bevete solo rossa, portatevene) ma se alla fine ne beviamo una cassa, ecco, un due euri per ricomprarcela ve li chiediamo che col caldo la birra fredda in frigo ci vuole sempre.

Quindi: tutti quelli che vuole sono i benvenuti. Credo che: la E., il Chimico, Sex, la Pacefortissima et moi ci saremo di sicuro. Però confermatemelo s'il vous plait.
Tutti gli altri se vengono me lo faccino sapere, o a me o alla pacefortissima. Per mela, sms, chiamata, telegramma, commento a questo post qui, come ve pare. Però ditecelo.
E' lecito portare fidanzati e fidanzate.
Io devo saperne qualcosa al massimo domani ora di pranzo, ché devo andare a comprare.

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17 giugno 2008

Sergent Magiur...

... gh'arivarem a' baita?

26 marzo 2008

I Russi A Parigi

Sorriso minimo veloce e di nascosto mentre lavoro.

Sono a Parigi. Che sono a Parigi lo sapete, probabilmente. Per lavoro. Niente di interessante, al riguardo.
Però succede questa roba qui: in albergo da me, in tutto il piano tranne la mia camera, credo, è arrivata la nazionale russa. Di non so quale sport, ma hanno tutti la tuta bianca e rossa con scritto "Russia - National Team" e il nome sulla schiena. A parte che è scritto in inglese e non in cirillico, e che c'erano due televisioni russe fuori dall'hotel che aspettavano immagino loro, la cosa da segnalare è che sono di età variabile tra i sette e i venti. Più gli allenatori che sono normali adulti in gita scolastica.

Ecco. Esco dalla camera per fare colazione, in corridoio bambini e bambine in tuta "Russia National Team", alcuni hanno dei nomi bellissimi tipo Kalinka. Scendo a colazione e non ci penso più. Risalgo, prendo i computer (sì, plurale. Esco con tre computer. Ma questa è un'altra storia.) e riesco dalla camera. Ora in corridoio saranno cinquanta bambini tutti biondi e rossi e bianchi nationalteam. Tutti assembrati mentre un'allenatrice scrive i nomi a pennarello sulle chiavi delle stanze, che sono a tessera magnetica come si confà agli alberghi moderni. Corridoio bloccato. Mi avvicino, mi vedono e mi lasciano passare, stringendosi e spingendosi come fanno i bambini. A quel punto non resisto mica. Gli dico "spassiba". L'allenatrice mi guarda tra il divertito e il "mi pigli pel culo, o europeo?" I cinquanta bambini invece, in coro unisono che neanche fossero figli del coro dell'armata rossa, come se gli avessero detto "come si dice?", ma senza che nessuno parlasse, risposero.

Tojalsta.

Solo i russi, e solo a parigi.

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23 gennaio 2008

Divulgazia complessa

Quel che c'è è che, intanto che sto cercando di raccapezzarmi nei temi di wordpress e nei plugin e nei providers, e quale costa meno, e quale va meglio, eccetera, e spero di darvi nuove prestuccio, ecco, mentre questo, vi metto il link a una divulgazia un po' complicata nel senso che ci è un briciolino di matematica ma spiegata eh... Ora ce lo so che la nessi tanto non lo legge per principio, ma se qualcun'altro ce ne ha voglia è qui, in PDF.

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13 novembre 2007

Divulgazia sul nucleare, parte seconda

Ora, il fatto che un elemento sia radioattivo (o un isotopo del medesimo lo sia) non vuol dire che sia fissile, cioè si possa usare per fare fissione e sviluppare energia. Ad esempio, nessuno ha mai visto una centrale a carbonio 14, per dire. Al massimo a carbone, ma a carbonio 14 no. Invece certi isotopi di certi elementi pesanti sono fissili, tipo per esempio l'uranio 235. L'idea è questa: in certe configurazioni di nucleoni, se ci metto dentro un neutrone, crolla tutta la baracca. La classica goccia che fa traboccare il vaso. E si spacca tutto. A questo punto, succedono un po' di cose. Intanto, i cocci. Dopo che l'atomo si è spaccato in due pezzi, i due pezzi sono altri elementi, più piccoletti. Questi elementi piccoletti sono belli pieni di tutti quei neutroni che ci aveva l'uranio. Che sono un sacco di più di quelli che servono a loro. Allora, un po' quelli che riescono rimangono negli isotopi dei prodotti e un altro po' si liberano e vanno in giro tutti soletti. Quelli che rimangono negli isotopi rendono ovviamente gli isotopi instabili perché son proprio tanti. Quindi tutti tuttissimi i prodotti della fissione son radioattivi, radioattivi a bestia e radioattivi beta quasi tutti. E quelli sì, fanno malissimo, a volte. L'esempio classico è lo iodio. Lo iodio ha la brutta abitudine di essere assorbito dalla tiroide, per cui si ferma lì. Ovviamente lo iodio che esce da una fissione dell'uranio sono lo iodio 129, che decade beta in xeno 129 e lo iodio 131 che decade beta in xeno 131, sparacchiando un bell'elettrone energetico dentro la tiroide. Dai che dai, tutto sto martellare di elettroni fa venire il cancro. Ma stiamo divagando.

Tutto il concetto è che l'energia che teneva insieme i pezzi, quel tot di forza nucleare, adesso è meno: deve tenere insieme due pezzi piccoli, e quindi si fa meno fatica che a tenere un pezzo grande. Ecco. Quell'avanzo di energia allora diventa energia cinetica e fa scaldare tutto di un pochino. Una roba tipo 211 milioni di elettronvolt. Per paragone, un atomo di carbonio che si ossida quando brucia, rilascia quattro elettronvolt. Un bel po' in meno, no?

Ora abbiamo fatto una fissione da sola. Ma i neutroni che sono scappati per i fatti loro possono finire dentro un altro atomo di uranio e fare un altra fissione, oppure possono scappare via lontano lontano. A seconda che trovi sulla sua strada un nucleo di uranio o no.

In realtà le cose sono appena un pelo più complicate, ed hanno a che fare con la velocità dei neutroni. I neutroni che scappano dal nucleo rotto van veloci, ma veloci. E se son tanto veloci, anche se incontrano un nucleo ci passano in mezzo come un fantasma. La cosa può apparire controintuitiva: nel mondo grande, più una cosa va forte, più è facile che quando scontra qualcosa la spacchi. Ma in realtà bisogna ricordarsi che qui non è un urto che spacca tutto, ma l'instabilità del nucleo. Prima il neutrone ci si deve piazzare in mezzo, e a quel punto crolla la torre. Se invece il neutrone va troppo veloce è come tirar via la tovaglia da sotto i bicchieri. Quando lo fai velocissimo, i bicchieri restano lì. Un altro modo di vederla è considerare il nucleo come una specie di goccia di roba liquida e tutta sballonzolante. Se ci tirate velocissimo un qualcosa contro, quel qualcosa ci passa bel bello in mezzo ed esce dall'altra parte senza farci niente, alla goccia. Se invece ci arriva abbastanza piano, rimane intrappolato nella goccia. A quel punto si stabilizza come abbiam detto sopra. Ecco, questa cosa qui sembra uno dei miei stupidi esempi, e invece è così vera che esiste addirittura un apposito "modello a goccia" che spiega le cose proprio così tra fisici nucleari veri.

Quindi, dicevamo. Dobbiam avere dei neutroni lenti, "termici" si dice, così che possa continuare la reazione. A disposizione però abbiam neutroni veloci. Come facciamo? Beh, basta rallentarli un pochetto. Il modo più semplice per farlo è far rimbalzare i neutroni contro qualcosa. Per esempio, l'acqua. Se ci mettiamo l'acqua, il neutrone inizia a rimpallare contro gli atomi di ossigeno e idrogeno, e cede a ogni urto un pochello di energia a questi atomi perdendone lui stesso. Quando è bello tranquillo riesce a entrare nell'uranio e fare un'altra fissione. Perfetto. Reazione a catena.

Siam quasi pronti per fare il nostro primo reattore nucleare. Anzi, la pila di fermi, che è un attimino più semplice perché trascura tutti i problemi collegati alla generazione di elettricità. Quelli li aggiungiamo dopo.

Innanzi tutto abbiamo bisogno di un po' di uranio 235. Ecco, allora. Di tutto l'uranio presente in natura, il 235 è solo lo 0.7 percento del totale. Umpf. Ecco, allora dobbiamo arricchirlo. Arricchire l'uranio non è una roba capitalistica, nel senso che non è che facciamo diventare più ricco l'uranio. E' più una bossi fini, nel senso che ci liberiamo dell'uranio povero. L'uranio ricco è ovviamente il 235. Quello povero il 238. Il risultato è che alla fine abbiamo da un lato l'albaro e la castelletto del nucleare, l'uranio arricchito, e dall'altro i vicoli e la sampierdarena bassa del nucleare: l'uranio impoverito. Ma quest'è un'altra storia.

Teniamoci l'uranio arricchito. Quello impoverito lo usiamo per fare proiettili e corazze di carriarmati. E' bello denso e spesso. Il fatto che stermini la gente che ci gira troppo intorno quando si polverizza (il che non è raro, visto che solitamente i proiettili sono fatti per detonare e le corazze per essere colpite) --e il fatto che certi studi ben amplificati dalla stampa sensazionalistica ci buttino dentro effetti collaterali diversi da quelli reali tanto giusto così per fare un tanto al chilo da un lato dando notizie false e dall'altro nascondendo o seppellendo i veri, reali, letali problemi dell'uranio dietro a tutta una schiera di altre cose con probabilità dovute ad altre sostanze chimiche di cui nessuno si preoccupa-- facciamo finta che non interessi. Semai lo riprenderemo un altro giorno.

Dicevamo, ho l'uranio arricchito. Ecco. Allora prendo una vasca. Ce lo metto dentro e ci metto dell'acqua e trac. Ecco fatto. Beh sì, ma non proprio. Nel senso che se ho abbastanza uranio 235 nell'acqua, un neutrone diventano due e poi quattro e poi otto e poi sedici e poi trentadue e poi sessantaquattro e poi centoventotto e via così belli esponenziali. E in men che non si dica diventa tutto caldissimo, fonde il fondo della vasca, cola al piano di sotto e vien tutto un casino. Avremmo senza indugio una bella fusione del nocciolo insomma.

Ah, ci va un inciso importante per capire: è impossibile che un qualsivoglia reattore nucleare, in qualunque situazione di esercizio, di guasto, di attentato terroristico, di quel che vi pare a voi per quanto apocalittico, esploda come una bomba atomica. E' sbagliato il materiale (che per una bomba dev'essere moooolto più arricchito, tanto per capirci nei reattori si usa al massimo arricchimento al 50% per ottenere certi effetti, l'uranio cosiddetto weapon grade, cioè buono per farci le armi è arricchito almeno all'85%) ed è sbagliata la geometria di come si mette l'uranio nella vasca. C'è la stessa differenza che c'è tra un pezzo di legno secco e la polvere nera dentro una cartuccia. Sempre carbonio che brucia è, ma non s'è mai vista una bomba a legna secca.

Comunque il concetto è che anche se non fa il fungo atomico, la fusione del nocciolo è una bella gatta da pelare. Quindi vogliamo evitarla. In effetti, basterebbe togliere l'acqua, ma regolare velocemente e precisamente la quantità di acqua che circonda il nostro uranio è una roba mica come dirlo.

Un assorbitore è una sostanza che si prende i neutroni e se li tiene invece che lasciarli andare in giro. In effetti dev'essere una sostanza che assorbe un bel po' di neutroni. Ad esempio il cadmio. Ecco. Si fanno delle barre di cadmio, che si chiamano barre di controllo e si mettono in mezzo all'uranio, nell'acqua. Le barre si fa che si possano estrarre un pochino e inserire un pochino alla volta. Ecco. Così mettiam le barre tutte nell'acqua. Poi ci mettiamo l'uranio. E non succede un bel niente. Quel paio di neutroni che riescono a entrare se li ciuccia subito il cadmio, vorace com'è. Allora pian pianino togliamo il cadmio, un pochino alla volta. Diciamo che per esempio sfiliamo una barra di un palmo. Continua a non succedere niente. Ci dobbiamo mettere dei neutroni noi. Quindi inseriamo un emettitore di neutroni. Voila.

Ecco, abbiamo sempre la barra di cadmio tirata un po' su. E adesso un neutrone riesce a passare e ad arrivare a un atomo di uranio. Prima fissione. Da quella fissione esce qualche neutrone veloce. L'acqua li rallenta. Qualcuno arriva a un altro uranio, qualcun altro viene freddato dal cadmio. Prima di poco, tutti i neutroni vengono ciucciati dal cadmio. Fine. Allora tiriamo su un altro po' la barra. Va un po' meglio, dura un po' di più. Ma muore di nuovo. Un altro palmo, piano piano, un palmo alla volta. Finché alla fine tutto si spegne, si dice che il reattore è subcritico.

Estrai cadmio che estrai cadmio, a un certo punto c'è un buon numero di neutroni che entrano nell'uranio. In effetti, normalmente appena più del necessario: il numero di neutroni aumenta e aumenta, e quindi aumenta il numero delle fissioni, che fa aumentare il numero dei neutroni, e così via. Il reattore è supercritico, come a dire, son cazzi. Una reazione a catena. E la temperatura dell'acqua aumenta.

Ci avete presente cosa succede quando aumenta la temperatura di qualcosa a quel qualcosa? Allora, la prima cosa che succede è quella che si dilata. E' il motivo per cui il treno fa tutum tutum. Perché c'è uno spazietto nelle rotaie per quando fa caldo e le rotaie si dilatano. Così lo spazietto si restringe e i binari non si sbiellano. L'acqua fa uguale. Si dilata, e diventa anche meno densa, visto che deve occupare più posto colla stessa quantità. Ce n'è meno per unità di volume. E' il principio dietro alla mongolfiera, eh.

Ora, noi i neutroni ci servono lenti, e li rallentiamo rimbalzandoli sull'acqua. Ma se l'acqua è meno densa, i neutroni trovano meno da rimbalzare, e quindi mica così scontato che rallentino. E il reattore torna subcritico.

Allora via con un altro palmo di cadmio. E dopo che ce la siamo menata per qualche ora, finalmente un punto di equilibrio. O no?

Ah, no! Ci siam dimenticati un fatto. Che dai che dai, la temperatura aumenta sempre di più. E a un certo punto arriva a cento gradi. E cosa succede all'acqua a cento gradi? Esatto. Evapora. Senz'acqua a tener tutto un po' più fresco, c'è il rischio che il nocciolo fonda! E invece no: l'abbiamo appena detto, il perché. Se c'è il vapore, la densità è bassissima, e si spegne tutto. Questo è un problema, visto che vogliam tenere acceso il reattore per veder che succede. Quindi mettiamo una pompa: una bella pompa che fa girare l'acqua. Questa pompa sposta le bolle di vapore che si formano intorno all'uranio e ci mette dell'acqua appena più fredda. Ancora qualche maneggio con il cadmio, palmo dopo palmo, ed ecco che siamo al punto di equilibrio. Un bel reattore critico. Questo vuol dire raggiungere la criticità.

E noi abbiamo fatto la pila di Fermi: un reattore ad acqua, ma senza turbina.

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09 novembre 2007

Divulgazia sul nucleare, 1 parte

Sulla radioattività

Ecco, in questa divulgazia qui io avrei voluto spiegarvi come funziona l'energia nucleare. Il fatto però è che veniva lunghissimo, e allora farò una divulgazia a puntate come avevo fatto quella per la talpa, se vi ricordate.

Vorrei precisare che non ho nessuna intenzione di creare discussioni e litigi. Solo che credo che saperne un po' di più possa sempre aiutare.

Intanto qui quindi ci provo a raccontarvi cos'è per bene la radioattività, che non serve per fare l'energia nucleare, di per sé, ma un pochino concettualmente ci è collegata.

Allora, partiamo dall'energia. Energia è un concetto complicatissimo, fondamentalmente per il fatto che tutti sanno cos'è ma nessuno lo sa spiegare. Un po' come il concetto di tempo, tanto per capirsi. Ma tutti sanno cos'è, abbiam detto, almeno intuitivamente. Quindi bom. In pratica quello che ci interessa a noi è che l'energia la vogliamo usare per produrre elettricità. Produrre elettricità siamo capaci colle turbine, che son degli aggeggi che quando girano producono elettricità. Sul come, a sto giro, non ce ne preoccupiamo. Vogliamo solo farle girare.

Ecco, per farle girare, ci buttiamo sopra qualcosa che va veloce, tipo l'acqua del mulino contro la ruota del mulino. Così funziona l'idroelettrico. Ma noi oggi non parliamo di idroelettrico, quindi non ci buttiamo sopra l'acqua. Ci buttiamo il vapore.

Ma andiamo con ordine. Allora, immagino che tutti abbiate un'idea di com'è fatto l'atomo. Probabilmente è un'idea sbagliata, ma ci fa uguale. Un atomo è fatto di un nucleo e degli elettroni che ci stanno intorno. Lasciamo stare gli elettroni e pensiamo al nucleo. Visto che ci interessa il nucleare, pare una scelta sensata. Il nucleo di un atomo è fatto di un certo qual numero di protoni e di un certo qual numero di neutroni. I protoni, ricorderete, hanno carica positiva. Bene, e allora come fanno a stare tutti compressi in quel cosino piccolissimo che è il nucleo? Se si respingono come due calamite che si respingono, più li avvicino più è forte la forza che li respinge.

In realtà c'è un'altra forza che tiene insieme i protoni, che si chiama forza nucleare. E' una forza strana, questa, quasi che sembra un imbroglio. In pratica non è una forza vera, ma il risultato di un'altra forza che si chiama nucleare forte e tiene insieme i pezzi che fanno i protoni. Comunque questa forza qui è quella che contrasta quella elettromagnetica che spingerebbe via i protoni.

Ora, facciamo finta di prendere un bell'atomo. A seconda di quanti protoni ci ho, faccio un elemento diverso. Ad esempio, l'elio è due protoni, l'oro 79, l'alluminio 13 e così via. Ma oltre ai protoni abbiamo detto che ci sono i neutroni. I neutroni son neutri of course, elettricamente intendo. E sembra che stiano lì a far la polvere. Ma invece son fondamentali, perché la forza forte, e quindi la nucleare, la fanno anche loro. E quindi insomma, ci vogliono per far tutto bello bilanciato e tenere tutto intero. Ogni atomo il suo bel numero di neutroni. Per dire, il carbonio ha sei protoni e sei neutroni. Voila.

Ecco, però non è così semplice: perché le cose si possono incastrare in modi un pochino diversi a seconda, e quindi ad esempio, possiamo far stare un neutrone o due in più nel nucleo, a volte. Ad esempio, se prendiamo il carbonio, 6 protoni, di base ci ha 6 neutroni. Ogni tanto però, ci fa stare 8 neutroni. Normalmente quindi il carbonio ha 12 robi nel nucleo (i robi si chiamano nucleoni), ma ogni tanto ne ha 14. Questi due cosi qui, che son lo stesso elemento ma con un numero di nucleoni diverso (quindi con un numero di neutroni diverso) si chiamano "isotopi del carbonio". E il nome corto è col numero di nucleoni dopo il nome dell'elemento, Carbonio 12 (o C12) e Carbonio 14.

La cosa è però che capita che non è che ci stia tutto bene bene dentro. Ad esempio, il carbonio 12 e il carbonio 13 sono belli stabili. Ma a metterci un altro neutrone si disequilibra tutto, come mettere una roba di troppo in una pila storta di robe, si sminchia. A questo punto l'atomo fa del suo meglio per ritornare stabile, per stare in equilibrio. E' come un'arancia in una fruttiera tonda. Se la tirate un po' su da un lato, l'arancia cerca di stare in un equilibrio più stabile e torna nel mezzo della fruttiera. Si dice che va a una configurazione minima di energia. Per fare ciò, l'atomo deve liberarsi di tutto quel peso. E quindi sputa fuori un po' di roba. Quella roba è la radioattività.

Ora, la radioattività in realtà sono tante diverse. Si chiamano con un po' poca fantasia alfa, beta e gamma. A questo punto fate uno sforzo piccolo e cercate di seguirmi.

Allora, dunque. Vi ricordate che abbiamo detto che la massa è energia e l'energia e massa, sì? Era in un'altra divulgazia, quella per la talpa. Ecco. Allora facciamo con ordine.

Abbiamo, facciamo finta, un bell'atomo di C14. Evviva, che bellezza. L'atomo di C14 sbilica un pochello, ma mica tanto. In media è capace di star così per quasi seimila anni. Vabè. Facciamo che proprio adesso invece non ce la faccia più, e voglia rilassarsi un po'. Quando succede nel mondo reale non lo sappiamo, è una roba statistica. C'è una certa probabilità che accada e bom. Ma facciamo che accade ora. Orbene, che succede?

Allora, il neutrone praticamente ha tanta energia come un protone più un elettrone. Appena un pelo di più, in realtà. L'atomo ci pensa un po' su e poi dice... Mmmmm... L'azoto ha un protone in più e un neutrone in meno, quando è stabile. Ecco, allora farò così: prendo un neutrone dei miei e lo faccio diventare un protone e un elettrone. Il protone lo tengo, così divento azoto stabile (N14), l'elettrone non mi serve a niente e lo butto via. Ecco fatto. Ah, l'avanzo di energia in più ci faccio un neutrino, lo lascio andare e non se lo fila nessuno. Invece, l'elettrone che sprizza via è proprio la radioattività. Radioattività beta.

Ora facciamo un altro esempio: prendiamo un bell'atomo di uranio. Sì, lo so che siete paranoici e preoccupati a maneggiare l'uranio così facilmente, però insomma... Ci stiamo poco, non è tanto pericoloso. Allora, dicevamo. Prendiamo l'uranio. L'uranio è una bestia strana, fondamentalmente perché ha un sacco di protoni. Novantadue, per la precisione. Con tutti quei protoni lì ci vanno un sacco di neutroni per bilanciare le forze, così tanti che di fatto è sempre instabile, il maledetto. La forma più vicina alla stabilità è quando ha 146 neutroni, ma anche così è in una brutta situazione. Allora, direte voi, dovrà fare come prima... Perdere un neutrone, prendere un protone e diventare nettunio. Ma il nettunio ci servirebbero ancora più neutroni e quindi ancora più instabile. Non funziona. Dobbiam alleggerirci proprio del tutto. Come fare quindi? Beh prendiamo due protoni e due neutroni e li buttiamo via. Due protoni e due neutroni si chiamano una particella alfa. Indovinate che radioattività è questa? Comunque, il risultato di tutto questo buttar via roba come le pulizie di primavera è che il nostro atomo da U238 diventa Torio 234. Che non è stabile. Lui, povero, ci prova a decadere beta, e diventa protoattinio 234, che però è sempre instabile, anzi instabilissimo. Rifa beta, e torna uranio, anche se 234. Argh, l'uranio deve decadere alfa, non ce la fa a fare altrimenti. Via, Torio 230. Il Torio 230 decide di decadere alfa anche lui, perché è quello che gli conviene di più. Diventa Radio 226, poi Radon 222, poi Polonio 218, e quindi Piombo 214. Che, direte voi, è stabile. E invece no: il 214 è un isotopo radioattivo del piombo. Che decade beta in bismuto 214, che decade beta in polonio 214, che diventa piombo 210, che è ancora radioattivo. Quindi ancora un giro: beta in bismuto 210, beta in polonio 210. Finalmente alfa in Piombo 206. Che è stabile.

La radioattività gamma è un po' diversa, in pratica è un fotone, bello energetico ma pur sempre fotone. Praticamente, quando un nucleo decade alfa, può accadere che gli sia rimasta un po' troppa energia per la nuova situazione. Per buttare via questa energia si fa un fotone. Voila, un raggio gamma.

Ecco insomma spiegato alla grossa la radioattività che son più cose con lo stesso nome in realtà.

Le radiazioni queste qui si chiamano radiazioni ionizzanti. Perché fanno gli ioni. Nel senso che quando passano vicino a un elettrone può essere con una certa probabilità che lo tirino via. E quell'elettrone che tirano via c'è una possibilità che sia di un atomo del corpo vostro. E quell'atomo c'è la possibilità che stesse in una certa grossa molecola del vostro corpo. E c'è la possibilità che quella grossa molecola fosse proprio un pezzo fondamentale del DNA vostro. E c'è una possibilità che tra tutte le molecole del vostro DNA che potevano rompersi quella lì proprio quella volta lì non riuscisse ad aggiustarsi da sola (il DNA fa delle robe devastanti che neanche la Ford di Henry Ford, quanto a catena di montaggio). Ecco, in quel caso, la cellula inizia a fare un po' di casino, e c'è una possibilità che il sistema immunitario non la trovi e la uccida subito. E allora a quel punto inizia un cancruccio. E c'è una possibilità che non si fermi da sola a un certo punto, la cellula malata. E allora viene proprio il cancro vero.

Ora, tutta questa cascata di possibilità rende il tutto estremamente improbabile, ma tant'è gli atomi son così piccoli che in una nticchia ce ne sta una valanga gigantesca. E se ogni atomo di questa valanga ci prova, a ionizzare, alla fine c'è una probabilità significativa che accada il peggio.

La cosa divertente però è che in realtà gli elementi che decadono alfa li si può tenere in mano tranquillamente: questo perché le particelle alfa son gigantesche, e non ci passano attraverso lo strato morto della pelle. Il vero problema di quelle è se vengono ingerite o inalate. Il polonio, per esempio, si sa che danni fa, se i servizi segreti lo mischiano al vino rosso. Le altre ci va delle barriere un po' più sensate, metalli di solito. Tipo il piombo o robe così.

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Energia, elucubrazioni e progetti

Questo post doveva venire dopo il prossimo, ma il prossimo lo sto preparando e questo invece è venuto a getto, e anche un po' di fretta. Ed è in risposta a questo post qui della streganocciola.

Allora, cerco di restare sul distaccato: la discussione, in generale, mi da molto l'idea di una lotta di religione, dove non c'è modo di "convertire" l'altro, ma piuttosto dove la tendenza è quella di rimanere sulle proprie posizioni pensando un bel "ma come fa a non capire", sia da un lato, che assolutamente egualmente dall'altro. Cerco di fare quindi un po' l'osservatore esterno. Se non ci riesco, vabbè... Almeno ci avrò provato.

Dunque, allora. Il problema dell'energia è vero e reale. Lo sappiamo tutti. Il petrolio, e in generale i combustibili fossili, come il carbone, sono in deciso esaurimento, ma soprattutto immettono nell'atmosfera una quantità enorme di prodotti della combustione: cenere, monossido di carbonio, anidride carbonica, diossina, anidride solforosa, metalli pesanti. Una cosa simpatica, per così dire, è che la combustione del carbon fossile rilascia oltre a tutto questo ben di dio, anche Uranio, Torio, Polonio e altri vari isotopi radioattivi, che sono contenuti in piccole percentuali un po' ovunque, specie nelle cose che vengono da sottoterra. Orbene, facendo due conti facili facili, che vi risparmio ma se volete vi spiego, esce fuori che una centrale che produca 1000MWe a carbone, emette nell'atmosfera una roba tipo cinque tonnellate di uranio microparticolato e 13 tonnellate di torio. Il che rende le centrali convenzionali di due ordini di grandezza più radioattive di quelle nucleari (in italiano, vuol dire cento volte tanto). Tutte queste cose, nessuna esclusa a parte il vapore acqueo in piccole percentuali, sono tossiche e dannose per l'ambiente, of course.

Il nucleare che abbiamo oggi è da fissione. Per la fusione, stime ottimistiche parlano del 2050. Il nucleare da fissione, lo spiego nella divulgazia di prossima uscita, può usare diversi combustibili: uranio arricchito, torio, uranio non arricchito e acqua pesante, plutonio. La diffusione nell'ambiente di tali materiali non è prevista durante l'esercizio (dopo parlerò delle scorie), ma in caso di gravi incidenti in impianti rod-controlled può capitare. La fuoriuscita a livelli allarmanti per la salute di materiali irradianti non controllati è avvenuta due volte nella storia: il 28 marzo del 1979 a Three Miles Island, Pennsylvania e il 26 aprile 1986 a Chernobyl, in Bielorussia (allora Unione Sovietica). Nel secondo caso, un incremento statisticamente significativo di tumori alla tiroide e leucemia è stato registrato. Questo è dovuto allo iodio, uno dei prodotti della fissione, che viene assorbito dalla tiroide. È nota la soluzione per casi simili, nella misura di somministrazione di dosi di iodio per saturare la tiroide ed impedire allo iodio radioattivo di essere assorbito. Prima che me lo si chieda o si prenda per scontato, no: la iodioterapia preventiva non fa male. Per niente. Neanche un pochino. Grazie.

A Chernobyl, mamma russia ha fatto un bel casino e poi se lo è tenuto: la bonifica è stata fatta in modo sommario e gli operatori poco o per nulla protetti. Il sarcofago di contenimento è cedevole, mai dichiarato "definitivo", anche se è lì da vent'anni. La temperatura nelle vicinanze del nocciolo è ad oggi di circa 1000 gradi centigradi, il che non aiuta la struttura di contenimento. Come conseguenza, vi sono sprofondamenti e infiltrazioni di acqua. Quest'acqua non ha modo di agire da moderatore a causa della messa in opera di sezioni di assorbitori inserite nel reattore. Cionondimeno, l'acqua con tutta probabilità filtra poi nelle falde, che arrivano attraverso due fiumi fino al Mar Nero. Si stima che circa 30 milioni di persone utilizzino direttamente o indirettamente quest'acqua. Questo ovviamente ha una ricaduta devastante sulla salute della popolazione, della flora e della fauna. Si badi però che non è un problema del nucleare più di quanto potrebbe essere un problema di chimica: tutta la situazione è stata ed è agghiacciante. Una nota fondamentale: le centrali, anche le più bastarde, non esplodono mai nel senso di bomba atomica. Non possono fisicamente. Mai. L'esplosione di Chernobyl è stata di tipo per così dire normale. Quindi di fatto, l'effetto è stato quello di una "bomba sporca".

È evidente che non è comunque accettabile il rischio, ma i morti indiretti dovuti alle centrali a carbone sono --azzardo io-- molti di più di quelli dovuti al nucleare. Azzardo io in base a dati per così dire "personali", nel senso di valutazione di gente con enfisema, cancro del polmone, difficoltà respiratoria, asma e quant'altro "a braccio" come quantità, fra coloro che risiedono vicino a centrali termiche (tipo quella di genova). Ovviamente posso essere smentito al volo su questo specifico dato. È solo un'ipotesi.

Un inciso piccolo: i soldati e l'uranio impoverito non hanno senso. Facciamo finta che tutto sia come dicono, che l'uranio è stato inalato (il che è ragionevolmente vero, anzi quasi certo) in dosi significative. Bene. L'uranio va a finire nei reni. Provoca gravi lesioni ai reni, con tanto di nefriti fulminanti e cancro di qualunque roba tra il rene e l'uscita. E viene espulso in pochi giorni. La fisiologia dell'uranio è ben nota, è così e si sa da ben prima di sindromi del golfo, sindromi del kosovo e compagnia bella. Perché allora gli studi e le grida parlano tutte invece di linfoma non Hodgkin? Anni dopo? Non è che è venuto comodo addossare all'uranio impoverito colpe che non ha? Per esempio dovute ad agenti chimici sperimentali, armi non convenzionali e compagnia cantante? Con questo non intendo dire che l'uranio impoverito faccia bene, un toccasana. Solo che tutto quel che hanno raccontato non torna proprio per niente.

Torniamo all'energia. Dove sembra che non sia evidente ai più che fare le centrali solari, o eoliche, o rinnovabili come vi pare, non sia esattamente efficiente. Prima che urliate vi spiego. Il più grande impianto solare esistente è in Germania. Fa 11 megawatt/ora. Una centrale piccola a carbone ne fa 500. Un reattore nucleare poco efficiente ne fa altrettanti. È evidentemente poco pratico ricoprire aree gigantesche di pannelli solari, anche considerato che produrli non è che sia proprio gratis, sia di soldi che di impatto ambientale. Analoghe considerazioni, ad esempio, valgono per l'eolico. Tutto questo però vuol solo dire che a parer mio basta differenziare. Ci torno tra un attimo.

Facciamo finta per un attimo di avere la possibilità seguente: una centrale elettrica senza imbrogli. Non può avere incidenti che rilasciano roba radioattiva nell'ambiente. Non può esplodere. Costa meno di una centrale a carbone. Si costruisce in un paio di anni. Ha scorie facilmente stoccabili. Permette di avere combustibile molto più disponibile di tutte le altre forme di centrali. Non ha bisogno di usare il danubio per raffreddare il nocciolo (che è un impatto ambientale spesso trascurato ma in realtà ben più importante delle menate sul radioattivo). Se così fosse, lo odieremmo ancora? Se la risposta è sì allora è perfettamente inutile discutere. È una presa di posizione irrazionale e stop. Se invece si potrebbe dire parliamone, allora parliamone. Si chiama Pebble Bed Reactor, la stanno facendo tedeschi e cinesi in collaborazione ed è praticamente un sogno. La messa in esercizio delle prime è stimata per il 2020. Che è un po' in là, ma meno di fusione e altre robe più o meno futuristiche.

Ora non vorrei essere frainteso. Non è che dico siamo a posto. Fanculo il resto. Dico solo che potrebbe essere un'opzione. Nella fattispecie, capitolo:

SE DIVENTO CAPO DEL MONDO
Atto di risoluzione delle menate energetiche nel mondo

  1. Vediamo di mollarci, ovvero: il costo a consumo energetico privato è polinomiale. Vuol dire che il prezzo in euro per chilowattora diventa tipo k x al quadrato. K è piccolissimissimo. È il coefficiente di costo. x è il numero dei chilowattora che usi. Ad esempio: se k = 0.0000015 euro/kwh, 18000 kwh in un anno fanno 500 euro (che sono 12 bollette da 40 euri l'una). Ma se si consuma la metà, poniamo, cioè 9000 kwh, si spende appena 125 euro l'anno. Supponiamo di fare un risparmio energetico decente rispetto ai 18000kwh (18000 kwh è il consumo medio mondiale pro-capite del 1990) e facciamo 15000. Spendiamo soltanto 350 euro circa. Per contro, consumare molto, ad esempio 20000 kwh, costa 618 euro, e 27000 (cioè il 50% in più) 1130 euro l'anno. Se uno è un minimo furbo scopre di risparmiare una valanga a spegnere la tele o la luce quando esce, perché piccoli consumi spingono in alto, e andare anche poco più in su vuol dire spendere un bel po' di più.
  2. Autarchia domestica, ovvero: fotovoltaico e eolico domestico sulle civili abitazioni, per l'illuminazione pubblica, per tutte le cose piccolette. Il rinnovabile a emissioni zero funziona gran bene nel piccolo. Il solare termico fornisca riscaldamento e acqua calda per il più possibile.
  3. Il riscaldamento è fornito centralizzato, come sottoprodotto dell'energia elettrica statale. Poiché è un sottoprodotto, è gratis. Poiché è un sottoprodotto, è diviso per quanto ce n'è fra tutti. Se non ti basta, vai al punto 2.
  4. L'acqua è gratis, non è imbottigliabile, non è convogliabile se non dallo stato.
  5. Raccolta differenziata di tutto il riciclabile possibile. Tutto ciò che è di plastica, escluso ciò che si trova in apposito elenco dove non se ne può fare a meno (attrezzature medicali, eccetera) sia tassato a schifo, tipo dieci euri per un sacchetto di plastica della coop.
  6. Il riciclato di biomassa sia compostato. I prodotti ottenuti siano: usati per fertilizzante per favorire l'agricoltura (compost) e per fornire gas a uso cucina (metano).
  7. L'energia elettrica statale sia ottenuta per mezzo di centrali nucleari pebble bed, scalate in dimensioni tali da servire ogni zona colla minima dispersione.
  8. Il ricavo netto del commercio energetico venga devoluto in massima parte alla ricerca sulla fusione nucleare "pulita" (deuterio deuterio): esiste anche una fusione che ha sottoprodotti radioattivi e sottoprodotti tossici. Quella non la vogliamo. La restante percentuale venga investita nella ricerca sullo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili e "alternative", ad esempio per migliorare l'efficienza del solare e simili.
  9. Non appena sia disponibile il frutto del punto 8, vengano le centrali del punto 7 sostituite da tali centrali a fusione, in un arco di tempo limitato. Ovviamente, il punto 8 viene sostituito in "ricerca su sviluppi futuri per migliorare la situazione".
  10. Tutte i mezzi di trasporto che necessitano ad oggi di un motore a scoppio siano sostituiti da mezzi a cella a combustibile. L'idrogeno per tal cella sia ottenuto per elettrolisi dall'acqua di mare utilizzando parte dell'energia prodotta attraverso le centrali elettriche.
  11. Se scopro che fate i furbi e cercate di fregare tutto il pianeta facendo il comodo vostro, vi spello vivi e vi metto nel sale. Così giusto perché sia chiaro dov'è l'equilibrio di Nash di questo gioco.
Ecco, questo il piano. Ora devo solo trovare chi mi vota.

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