19 settembre 2006

Giovinezza

Allora, io lo capisco che un cinquantenne di Vicenza sia fascista. Non lo condivido, ma lo riesco a concepire. Come concepisco anche che ci possa essere il vecchietto nostalgico che quando c’era lui caro lei. Che il fascismo magari non e’ stato veramente cosi’ pessimo nella sua implementazione-ventennio, nelle piccole cose del piccolo borghese che il nostro piccolo vecchietto era, il tre dicembre del trentanove. Che si’ pero’ i treni arrivavano in orario e c’era amor patrio, che e’ una roba piu’ da partigiani che da repubblichini ma vabbe’, facciamo finta che forza che e’ giunta l’ora infuria la battaglia non voglia dire nulla.

Pero’ non riesco proprio a capire come possa essere fascista un ragazzino di quindici, di diciott’anni. Perche’ a vent’anni e’ tutto ancora intero, e se lo sa persino il maestrone dev’essere proprio cosi’. E allora uno a vent’anni deve aver degli ideali. Non delle visioni pragmatiche.

Ieri a roma si son incontrati i giovani fascisti. Azione Giovani, si chiamano. Per il decennale loro. E ci e’ andato a parlare anche Bertinotti che fa il presidente della camera e quindi vabbe’ ci sta piu’ o meno come il papa a cuba ma ci sta. E tutto il discorso era tra essere e sembrare, cadute di stile tipo “moratti: essere donna, luxuria: sembrare donna”. Come se la moratti fosse veramente una donna…

Dettagli. La cosa che piu’ mi e’ parsa pazzesca e’ che la menata era sul fatto che l’ungheria era stata invasa piuttosto che i colonnelli in grecia, da un lato e dall’altro. Principe di macchiavelli contro l’utopia di tommaso moro.

Che si’, i treni arrivavano in orario e si’ la primavera di praga, ma uno non e’ che deve credere, a vent’anni che l’ideale possa essere la precision dei capistazione… A vent’anni si va per monti e a piedi, per far ritardare un po’ quelle terze classi e vapore bianco sul turchino. Perche’ io son nipote di ferrovieri, i ferrovieri del ventennio. Quei ferrovieri che se lo avessero saputo che adesso il vanto dei nostalgici son i treni in orario, avrebbero chiuso un pochin la valvola, di quei ferrovieri che facevano sampierdarena-acqui terme, a veder se ci arrivavi, e a far il sale scaldando l’acqua del mare sulla caldaia della 691, che di la dell’appennino valeva bastante da scambiarlo con l’olio di noci, una verza, tre patate.

A vent’anni allora l’ideale non puo’ che essere che tutti stanno bene, che nessuno impone cose agli altri. A vent’anni ci credi, che le utopie possono funzionare, anche se poi lo sai razionale, che ci vuole il principe, che homo homini lupus…

O forse no: me lo dicon, che sono ingenuo…

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2 Commenti:

Alle 20/9/06 23:50 , Anonymous Anonimo ha detto...

il cinismo divaga.
il finto materialismo anche.
il saltare un pò di anni e voler fare gli adulti pure.
a 18 anni uno ci crede ai sogni, alle utopie.
lo può fare anche dopo.

ma fa molto uomo di mondo il pragmatismo fine a se stesso.

 
Alle 25/9/06 16:25 , Blogger lastreganocciola ha detto...

sai cosa non capisco io dei ragazzini fasci? be', a parte che non li capisco del tutto, cioè, e che mi fanno saltare i nervi. ma soprattutto non capisco come si possa amare quell'esaltazione triste e funerea, quella retorica d'altri tempi. che mai ti diverti e ridi, ma devi sempre sbracciarti e urlare perchè di quello è fatto il tuo schifido "ideale". o se ridi sghignazzi becero, che non è per niente la stessa cosa. che i sinistri, anche nei momenti che gli capita di esaltarsi, come in certe manìf, sono allegri, e contenti. e ballano e cantano e si abbracciano che da tanto non si vedevano, e si corrono incontro, e sono colorati. già solo tutto ciò, non è molto meglio?

 

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