28 settembre 2007

Interludio rivoluzionario

[...] avanzano verso le schiere dei soldati, si aggrappano ai fucili, supplicano e quasi ordinano:
"Togliete le baionette! Unitevi a noi!". I soldati si commuovono, provano un senso di vergogna, si scambiano occhiate ansiose, esitano ancora: alla fine, uno si decide prima degli altri e le baionette si alzano con moto di ravvedimento sopra le spalle della folla che preme, lo sbarramento si apre, l’aria risuona di evviva gioiosi e riconoscenti, i soldati sono circondati, da tutte le parti si accendono discussioni, si odono rimproveri, appelli: la rivoluzione ha fatto un altro passo avanti (…).

Un sollevamento rivoluzionario, che si prolunga per molti giorni, può avere uno sbocco vittorioso solo se, passando da una fase all’altra, registra sempre nuovi successi. Un arresto nell’andamento favorevole degli avvenimenti è pericoloso; segnare il passo significa perdere. Per di più, i successi non sono di per se stessi sufficienti: bisogna che la massa ne sia informata tempestivamente e sappia valutarli. Ci si può lasciar sfuggire una vittoria quando basterebbe allungare la mano per afferrarla. Ciò è accaduto nella storia.

I primi tre giorni erano stati caratterizzati da un’ascesa e da una acutizzazione costante della lotta. Ma appunto per questo il movimento era giunto a un livello in cui successi significativi erano insufficienti.

(…) Nella notte tra il 25 e il 26, in vari quartieri, furono arrestati un centinaio di militanti rivoluzionari."


Lev Trotski, Storia della Rivoluzione Russa.

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2 Commenti:

Alle 1/10/07 09:35 , Blogger la fede ha detto...

ok, capisco i commenti-tg di ieri :)

 
Alle 4/10/07 12:37 , Blogger e.talpa ha detto...

ah ecco per tutti noiantri, o per il tonno sottoscritto, è nostradamus, invece :P

 

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