10 ottobre 2008

Corsi e Discorsi Storici

Dieci giusti anni fa, ottobre millenovecentonovantotto, io facevo la terza liceo ed era l'anno della maturità (sì, ho fatto il classico, e la terza liceo è l'ultimo anno).
Era il primo anno delle maturità in centesimi. Tutte le materie, tre prove scritte. All'orale, si comincia con la "tesina": un lavoro interdisciplinare portato avanti durante l'anno. Uno si può scegliere un po' il tema che vuole, della tesina, a patto che sia interdisciplinare. La scuola comunque, sceglie un po' di argomenti possibili e ci fa degli approfondimenti.

Dieci anni fa era il millenovecentonovantotto. Uno dei temi era "Le leggi razziali del trentotto". Sessant'anni dopo.

Viene organizzato un incontro al liceo, una specie di conferenza - conversazione sulle leggi razziali del 38, con tre interventi: ci sono Lele Luzzati, Alberto Bemporad e Liana Millu.

Lele Luzzati è dimesso, sorridente come al solito. In pratica dice che le leggi razziali sono state il male malissimo, of course. Ma lui, gli dispiace, non è la persona giusta per parlarne perché quando sono uscite le leggi razziali è scappato in svizzera ed è andato a studiare scenografia.

Alberto Bemporad era altissimo, austero e socialdemocratico. E ha fatto una lezione bellissima di storia e di conseguenze, storiche politiche e personali delle leggi razziali.

Poi Liana Millu.

Liana Millu è stata ad Auschwitz Birkenau. Numero A 5384. E racconta la sua storia: racconta che nel trentotto faceva la maestra, e anche la collaboratrice di un quotidiano di Livorno, il Telegrafo. Ma uscite che furono le leggi razziali, Giovanni Ansaldo, direttore del Telegrafo, la chiama nel suo ufficio.

Diceva, Liana, che Giovanni Ansaldo era un po' come un padre, che l'aveva accolta al Telegrafo, che era contento di lei. E lei era forse la più giovane lì dentro, lei che nel '38 aveva 24 anni. La chiama da lui e le dice guardi, lei non può più collaborare con noi perché le leggi razziali. E a lei che ci aveva creduto, a quel posto di giornalista, che ora le sembrava che la china fosse ripida, che anche a scuola dove insegnava non andava benissimo, a lei che disperata chiese ad Ansaldo e adesso? Come faccio? Ansaldo rispose con quello che lei definisce sessant'anni dopo il più bugiardo, falso, pericoloso e infame proverbio toscano: "Male non fare, paura non avere".

Oggi è ottobre del duemilaotto. Sono passati settantanni dalle leggi razziali, ne sono passati dieci da quell'incontro.

Oggi, Lele Luzzati, Alberto Bemporad, Liana Millu sono morti tutti e tre.

Oggi a pagina sei di Metro, nell'ambito della campagna del governo sull'integrazione dei migranti, c'era questo.


Ancora, sembrerebbe, fischia il vento.

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09 novembre 2007

Energia, elucubrazioni e progetti

Questo post doveva venire dopo il prossimo, ma il prossimo lo sto preparando e questo invece è venuto a getto, e anche un po' di fretta. Ed è in risposta a questo post qui della streganocciola.

Allora, cerco di restare sul distaccato: la discussione, in generale, mi da molto l'idea di una lotta di religione, dove non c'è modo di "convertire" l'altro, ma piuttosto dove la tendenza è quella di rimanere sulle proprie posizioni pensando un bel "ma come fa a non capire", sia da un lato, che assolutamente egualmente dall'altro. Cerco di fare quindi un po' l'osservatore esterno. Se non ci riesco, vabbè... Almeno ci avrò provato.

Dunque, allora. Il problema dell'energia è vero e reale. Lo sappiamo tutti. Il petrolio, e in generale i combustibili fossili, come il carbone, sono in deciso esaurimento, ma soprattutto immettono nell'atmosfera una quantità enorme di prodotti della combustione: cenere, monossido di carbonio, anidride carbonica, diossina, anidride solforosa, metalli pesanti. Una cosa simpatica, per così dire, è che la combustione del carbon fossile rilascia oltre a tutto questo ben di dio, anche Uranio, Torio, Polonio e altri vari isotopi radioattivi, che sono contenuti in piccole percentuali un po' ovunque, specie nelle cose che vengono da sottoterra. Orbene, facendo due conti facili facili, che vi risparmio ma se volete vi spiego, esce fuori che una centrale che produca 1000MWe a carbone, emette nell'atmosfera una roba tipo cinque tonnellate di uranio microparticolato e 13 tonnellate di torio. Il che rende le centrali convenzionali di due ordini di grandezza più radioattive di quelle nucleari (in italiano, vuol dire cento volte tanto). Tutte queste cose, nessuna esclusa a parte il vapore acqueo in piccole percentuali, sono tossiche e dannose per l'ambiente, of course.

Il nucleare che abbiamo oggi è da fissione. Per la fusione, stime ottimistiche parlano del 2050. Il nucleare da fissione, lo spiego nella divulgazia di prossima uscita, può usare diversi combustibili: uranio arricchito, torio, uranio non arricchito e acqua pesante, plutonio. La diffusione nell'ambiente di tali materiali non è prevista durante l'esercizio (dopo parlerò delle scorie), ma in caso di gravi incidenti in impianti rod-controlled può capitare. La fuoriuscita a livelli allarmanti per la salute di materiali irradianti non controllati è avvenuta due volte nella storia: il 28 marzo del 1979 a Three Miles Island, Pennsylvania e il 26 aprile 1986 a Chernobyl, in Bielorussia (allora Unione Sovietica). Nel secondo caso, un incremento statisticamente significativo di tumori alla tiroide e leucemia è stato registrato. Questo è dovuto allo iodio, uno dei prodotti della fissione, che viene assorbito dalla tiroide. È nota la soluzione per casi simili, nella misura di somministrazione di dosi di iodio per saturare la tiroide ed impedire allo iodio radioattivo di essere assorbito. Prima che me lo si chieda o si prenda per scontato, no: la iodioterapia preventiva non fa male. Per niente. Neanche un pochino. Grazie.

A Chernobyl, mamma russia ha fatto un bel casino e poi se lo è tenuto: la bonifica è stata fatta in modo sommario e gli operatori poco o per nulla protetti. Il sarcofago di contenimento è cedevole, mai dichiarato "definitivo", anche se è lì da vent'anni. La temperatura nelle vicinanze del nocciolo è ad oggi di circa 1000 gradi centigradi, il che non aiuta la struttura di contenimento. Come conseguenza, vi sono sprofondamenti e infiltrazioni di acqua. Quest'acqua non ha modo di agire da moderatore a causa della messa in opera di sezioni di assorbitori inserite nel reattore. Cionondimeno, l'acqua con tutta probabilità filtra poi nelle falde, che arrivano attraverso due fiumi fino al Mar Nero. Si stima che circa 30 milioni di persone utilizzino direttamente o indirettamente quest'acqua. Questo ovviamente ha una ricaduta devastante sulla salute della popolazione, della flora e della fauna. Si badi però che non è un problema del nucleare più di quanto potrebbe essere un problema di chimica: tutta la situazione è stata ed è agghiacciante. Una nota fondamentale: le centrali, anche le più bastarde, non esplodono mai nel senso di bomba atomica. Non possono fisicamente. Mai. L'esplosione di Chernobyl è stata di tipo per così dire normale. Quindi di fatto, l'effetto è stato quello di una "bomba sporca".

È evidente che non è comunque accettabile il rischio, ma i morti indiretti dovuti alle centrali a carbone sono --azzardo io-- molti di più di quelli dovuti al nucleare. Azzardo io in base a dati per così dire "personali", nel senso di valutazione di gente con enfisema, cancro del polmone, difficoltà respiratoria, asma e quant'altro "a braccio" come quantità, fra coloro che risiedono vicino a centrali termiche (tipo quella di genova). Ovviamente posso essere smentito al volo su questo specifico dato. È solo un'ipotesi.

Un inciso piccolo: i soldati e l'uranio impoverito non hanno senso. Facciamo finta che tutto sia come dicono, che l'uranio è stato inalato (il che è ragionevolmente vero, anzi quasi certo) in dosi significative. Bene. L'uranio va a finire nei reni. Provoca gravi lesioni ai reni, con tanto di nefriti fulminanti e cancro di qualunque roba tra il rene e l'uscita. E viene espulso in pochi giorni. La fisiologia dell'uranio è ben nota, è così e si sa da ben prima di sindromi del golfo, sindromi del kosovo e compagnia bella. Perché allora gli studi e le grida parlano tutte invece di linfoma non Hodgkin? Anni dopo? Non è che è venuto comodo addossare all'uranio impoverito colpe che non ha? Per esempio dovute ad agenti chimici sperimentali, armi non convenzionali e compagnia cantante? Con questo non intendo dire che l'uranio impoverito faccia bene, un toccasana. Solo che tutto quel che hanno raccontato non torna proprio per niente.

Torniamo all'energia. Dove sembra che non sia evidente ai più che fare le centrali solari, o eoliche, o rinnovabili come vi pare, non sia esattamente efficiente. Prima che urliate vi spiego. Il più grande impianto solare esistente è in Germania. Fa 11 megawatt/ora. Una centrale piccola a carbone ne fa 500. Un reattore nucleare poco efficiente ne fa altrettanti. È evidentemente poco pratico ricoprire aree gigantesche di pannelli solari, anche considerato che produrli non è che sia proprio gratis, sia di soldi che di impatto ambientale. Analoghe considerazioni, ad esempio, valgono per l'eolico. Tutto questo però vuol solo dire che a parer mio basta differenziare. Ci torno tra un attimo.

Facciamo finta per un attimo di avere la possibilità seguente: una centrale elettrica senza imbrogli. Non può avere incidenti che rilasciano roba radioattiva nell'ambiente. Non può esplodere. Costa meno di una centrale a carbone. Si costruisce in un paio di anni. Ha scorie facilmente stoccabili. Permette di avere combustibile molto più disponibile di tutte le altre forme di centrali. Non ha bisogno di usare il danubio per raffreddare il nocciolo (che è un impatto ambientale spesso trascurato ma in realtà ben più importante delle menate sul radioattivo). Se così fosse, lo odieremmo ancora? Se la risposta è sì allora è perfettamente inutile discutere. È una presa di posizione irrazionale e stop. Se invece si potrebbe dire parliamone, allora parliamone. Si chiama Pebble Bed Reactor, la stanno facendo tedeschi e cinesi in collaborazione ed è praticamente un sogno. La messa in esercizio delle prime è stimata per il 2020. Che è un po' in là, ma meno di fusione e altre robe più o meno futuristiche.

Ora non vorrei essere frainteso. Non è che dico siamo a posto. Fanculo il resto. Dico solo che potrebbe essere un'opzione. Nella fattispecie, capitolo:

SE DIVENTO CAPO DEL MONDO
Atto di risoluzione delle menate energetiche nel mondo

  1. Vediamo di mollarci, ovvero: il costo a consumo energetico privato è polinomiale. Vuol dire che il prezzo in euro per chilowattora diventa tipo k x al quadrato. K è piccolissimissimo. È il coefficiente di costo. x è il numero dei chilowattora che usi. Ad esempio: se k = 0.0000015 euro/kwh, 18000 kwh in un anno fanno 500 euro (che sono 12 bollette da 40 euri l'una). Ma se si consuma la metà, poniamo, cioè 9000 kwh, si spende appena 125 euro l'anno. Supponiamo di fare un risparmio energetico decente rispetto ai 18000kwh (18000 kwh è il consumo medio mondiale pro-capite del 1990) e facciamo 15000. Spendiamo soltanto 350 euro circa. Per contro, consumare molto, ad esempio 20000 kwh, costa 618 euro, e 27000 (cioè il 50% in più) 1130 euro l'anno. Se uno è un minimo furbo scopre di risparmiare una valanga a spegnere la tele o la luce quando esce, perché piccoli consumi spingono in alto, e andare anche poco più in su vuol dire spendere un bel po' di più.
  2. Autarchia domestica, ovvero: fotovoltaico e eolico domestico sulle civili abitazioni, per l'illuminazione pubblica, per tutte le cose piccolette. Il rinnovabile a emissioni zero funziona gran bene nel piccolo. Il solare termico fornisca riscaldamento e acqua calda per il più possibile.
  3. Il riscaldamento è fornito centralizzato, come sottoprodotto dell'energia elettrica statale. Poiché è un sottoprodotto, è gratis. Poiché è un sottoprodotto, è diviso per quanto ce n'è fra tutti. Se non ti basta, vai al punto 2.
  4. L'acqua è gratis, non è imbottigliabile, non è convogliabile se non dallo stato.
  5. Raccolta differenziata di tutto il riciclabile possibile. Tutto ciò che è di plastica, escluso ciò che si trova in apposito elenco dove non se ne può fare a meno (attrezzature medicali, eccetera) sia tassato a schifo, tipo dieci euri per un sacchetto di plastica della coop.
  6. Il riciclato di biomassa sia compostato. I prodotti ottenuti siano: usati per fertilizzante per favorire l'agricoltura (compost) e per fornire gas a uso cucina (metano).
  7. L'energia elettrica statale sia ottenuta per mezzo di centrali nucleari pebble bed, scalate in dimensioni tali da servire ogni zona colla minima dispersione.
  8. Il ricavo netto del commercio energetico venga devoluto in massima parte alla ricerca sulla fusione nucleare "pulita" (deuterio deuterio): esiste anche una fusione che ha sottoprodotti radioattivi e sottoprodotti tossici. Quella non la vogliamo. La restante percentuale venga investita nella ricerca sullo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili e "alternative", ad esempio per migliorare l'efficienza del solare e simili.
  9. Non appena sia disponibile il frutto del punto 8, vengano le centrali del punto 7 sostituite da tali centrali a fusione, in un arco di tempo limitato. Ovviamente, il punto 8 viene sostituito in "ricerca su sviluppi futuri per migliorare la situazione".
  10. Tutte i mezzi di trasporto che necessitano ad oggi di un motore a scoppio siano sostituiti da mezzi a cella a combustibile. L'idrogeno per tal cella sia ottenuto per elettrolisi dall'acqua di mare utilizzando parte dell'energia prodotta attraverso le centrali elettriche.
  11. Se scopro che fate i furbi e cercate di fregare tutto il pianeta facendo il comodo vostro, vi spello vivi e vi metto nel sale. Così giusto perché sia chiaro dov'è l'equilibrio di Nash di questo gioco.
Ecco, questo il piano. Ora devo solo trovare chi mi vota.

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28 settembre 2007

Interludio rivoluzionario

[...] avanzano verso le schiere dei soldati, si aggrappano ai fucili, supplicano e quasi ordinano:
"Togliete le baionette! Unitevi a noi!". I soldati si commuovono, provano un senso di vergogna, si scambiano occhiate ansiose, esitano ancora: alla fine, uno si decide prima degli altri e le baionette si alzano con moto di ravvedimento sopra le spalle della folla che preme, lo sbarramento si apre, l’aria risuona di evviva gioiosi e riconoscenti, i soldati sono circondati, da tutte le parti si accendono discussioni, si odono rimproveri, appelli: la rivoluzione ha fatto un altro passo avanti (…).

Un sollevamento rivoluzionario, che si prolunga per molti giorni, può avere uno sbocco vittorioso solo se, passando da una fase all’altra, registra sempre nuovi successi. Un arresto nell’andamento favorevole degli avvenimenti è pericoloso; segnare il passo significa perdere. Per di più, i successi non sono di per se stessi sufficienti: bisogna che la massa ne sia informata tempestivamente e sappia valutarli. Ci si può lasciar sfuggire una vittoria quando basterebbe allungare la mano per afferrarla. Ciò è accaduto nella storia.

I primi tre giorni erano stati caratterizzati da un’ascesa e da una acutizzazione costante della lotta. Ma appunto per questo il movimento era giunto a un livello in cui successi significativi erano insufficienti.

(…) Nella notte tra il 25 e il 26, in vari quartieri, furono arrestati un centinaio di militanti rivoluzionari."


Lev Trotski, Storia della Rivoluzione Russa.

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Puzzle mentale I

E' un po' che ci penso, a mettere insieme i pezzi che forse non vengono dalla stessa scatola di puzzle, ma forse sì. Allora ci provo, poi vediam che ne esce.

Primo pezzo, il primo emendamento. Della costituzione statunitense, of course. Perché succede da un po' e sempre più spesso, che il primo emendamento sia violato. Mi spiego. Il primo emendamento dice testuale: Il Congresso non potrà porre in essere leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione o per proibirne il libero culto, o per limitare la libertà di parola o di stampa o il diritto dei cittadini di riunirsi in forma pacifica e d'inoltrare petizioni al governo per la riparazione di ingiustizie. Gran bello, sisì.

Ora, succede che in realtà la giurisprudenza statunitense è un gran macello. In quanto che si basa su tre cardini: da un lato, le leggi promulgate dal Congresso. Dall'altro, le leggi promulgate dagli stati. Dal terzo, le leggi derivate -magia della common law- dalle sentenze dei tribunali. Stato per stato, oppure federalmente, a seconda. E un altro emendamento, il decimo, dice che tutto quello che non viene esplicitamente detto dalla costituzione, o da essa vietato, è responsabilità dei singoli stati.

Ah, ecco, ancora un emendamento: il quarto. Non potrà essere violato il diritto dei cittadini di godere della sicurezza personale, della loro casa, delle loro carte e dei loro beni, di fronte a perquisizioni e sequestri ingiustificati; e non si rilasceranno mandati di perquisizione se non su fondati motivi sostenuti da giuramento o da dichiarazione solenne e con descrizione precisa del luogo da perquisire e delle persone da arrestare o delle cose da sequestrare.

Ok. Ci siamo.

Mark e Deborah sono due attivisti fricchettoni americani. E per far vedere quanto sono contro a giorgio bush appendono, da bravi, la bandiera starsestraips al rovescio, colle stelle in basso, per capirci. Un bel giorno, arriva un signor pulotto mmerigheno di quelli dei film della Fox, che dice hello, markeddebbie va tutto bene? Oll rait? Oll rait? Yeah? Yeah? Eh because che la bandiera a testa in giù vuol dire che sei in pericolo e chiedi aiuto. Come simbolo, per esempio se sei su una nave che affonda e con la radio rotta e hai finito i razzi segnaletici e sei american, appendi la bandiera a testa in giù e vuol dire 'iuto! 'iuto! Nono, dicono Markeddebbie, ce lo sappiamo cosa vuol dire, signor pulotto di quartiere, è un modo per fare una protesta, come a dire: 'iuto! 'iuto! per colpa del president siamo affondanti colla radio rotta e i razzi finiti. Ah okei okei okei, dice il pulotto. Non mi piace ma rispetto la vostra libertà di espressione. Saluta e se ne va. Oh! che bell'esempio di democrazia e di forze dell'ordine educate e carine, financo!

E poi passa un po' di giorni, e a Asheville, che è dove vivono Mark e Debbie, ci è una simpatica base della riserva militare. E un sergente che passa di là per andare si suppone a casa o a puttane, vede la bandiera rovesciata. E pianta un casino, ché lui per quella bandiera ha rischiato la vita in guerra, ché lui ci ha giurato sopra per difendere la bandiera e ché loro la stanno dissacrando. E che non finisce qui! Ritornerò, ah se ritornerò!

Ma non torna, manda invece il vice sceriffo Scarborough, che arriva. Con due altri sbirretti.

Esterno giorno, giardinello erboso dei Markedebbie

- Buongiorno, signor vicesceriffo. Posso offrirle una fetta di apple pie?

- No grazie, signora Debbie. Piuttosto, mi spieghi un po' come le è venuto per il cranio di fare questa cosa orribile alla vecchia gloria (Old Glory è il nick della bandiera, in the iuessei, ndr), che le va le striscie alla testa?

- Ah no guardi, le spiego, signor vicesceriffo. Non è una roba orribile, è un modo per far veder quanto siam patriottici... E' un segnale di disagio grave, di distress, understand?

- Eh ma guardi, signora Debbie, c'è una legge della carolina del nord che dice che è vietato sfreggiare la bandiera

- Ah sul serio? Io pensavo che la costituzione

- Eh no guardi qui

Il deputy scarborough le mostra una stampa di word con scritto Legge, è
vietato puffare puffate alle vecchie glorie

- Ah ecco, mi sembra strano, ma non sapevo. Guardi allora io faccio così, mo' la tolgo, però se poi scopro che invece potevo, la rimetto, eh

A questo punto, tasto pause. Solo per far notare che la debbie e mark mica dicono cazzo dici coglione, o guarda allora dimmi la tua matricola che se mi hai imbarcato te faccio causa. No, dice ah ok, ma se invece potevo la rimetto. Non lo dico io, né lo dice solo la debbie. Lo dice anche il deputy, fin qui le due storie concordano. Tasto play.

- MhMh Ok, grazie signora debbie. Comunque signor mark mi da un documento per cortesia?

- Ah beh no, guardi. Grazie lo stesso. Comunque mi chiamo mark.

- No senti, dammi un documento

- Non sono tenuto a darti un documento se non sono in arresto. Sono in arresto?

- Dammi un documento

- Sono in arresto?

- Ti ho detto di darmi un documento

Markedebbie entrano in casa. Chiudono la porta a chiave e col catenaccio.

Da qui le storie divergono. Prima versione, markedebbie.

Lo sbirro scarborough prende a calci la porta, poi da un pugno alla finestrella sulla porta, spacca il vetro e la sua mano, apre la porta ed entra col manganello in pugno. Minaccia markedebbie. Col manganello e poi col taser. Debbie chiama il 911, dicendo aiuto, un pulotto è entrato in casa nostra e sta minacciandoci.

Tasto pause. Non è geniale, come l'americano medio, anzi attivista politico, fricchettone e resistente, in difficoltà perché minacciato da un poliziotto chiami il 911? In realtà pare che anche al G8 quelli che vedevano succedere le cose al pertini (la diaz, se preferite) chiamavano il 113. Ci si potrebbe fare tutto un post su questa cosa qui, secondo me. Tasto play.

Markedebbie escono in strada, urlando aiuto aiuto. Gli sbirri li seguono e finalmente li dichiarano in arresto, per resistenza all'arresto. Bellissimo esempio di paradosso alla russel. Come faccio a dichiararti in arresto per resistenza all'arresto? Per resistere all'arresto, devi prima essere in arresto, no? Quindi ti ho già dichiarato in arresto. Altrimenti che resisti?

Comunque, vengono ammanettati e portati via, insieme alla bandiera incriminata.

Rewind, menu dvd, extras, versione del pulotto.

Mentre il difensore della legge sta amabilmente chiedendo il favore di identificarsi, la quasi-terrorista debbie sbatte la porta sulla mano del buon scarborough. Sicché egli si apre la mano. A quel punto entra dentro, e minaccia solo dopo che -mentre debbie era a parlare col 911- ella lo colpisce al volto. Cercano di fuggire e vengono arrestati.

Ora, essendo questo solo il primo pezzo di tutto il puzzle, mi limiterò ad un commento personale, senza analizzare più di tanto la storiella. Solo, mi si lasci dire che la versione del pulotto non regge per due diversi motivi: il primo, se aveva la mano nella porta, era già in casa loro senza permesso, quindi non è un problema. Il secondo, le telefonate al 911 sono ovviamente registrate, e ovviamente non c'è traccia di nessuna aggressione da parte di debbie.

E sono d'accordo per la prima volta con un militare americano, che commentava la notizia su un qualche giornale iuessei. Diceva, più o meno (ho perso il link) "Sono john, sono un sergente della fanteria, U.S. Army. Sono pure un bel po' fascista (beh questo è un riassunto di tutte le cose meravigliose che racconta di aver fatto e di quanto sia a favore dell'intervento iuessei, e questo pezzo qui mica son d'accordo, of course). Mi fa schifuccio il modo con cui 'sti fricchettoni progressisti protestano (e di nuovo non son d'accordo, a me sembra invece una bella idea*). Ma ho giurato fedeltà alla Costituzione, e ho combattuto e visto i miei amici morire per difenderla- E non tollero che un vicesceriffo qualunque possa fare una cosa del genere, e pulirsi il culo con il Bill of Rights. E' stato fortunato. Lo sbirro, dico. Se provava a sfondare la porta di casa mia, appena entrava si trovava la canna del fucile davanti agli occhi e sarebbe stata l'ultima cosa che avrebbe visto."

To be continued.


[*] ripensandoci, non sono certo che sia un modo proprio caruccio, visto chi è che dice di fare lo stesso...

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27 settembre 2007

sindacato

Torno dopo mesi e mesi
Con in testa una cosa lunghissima da scrivere
E che non c'entra un cazzo
Ma non ci ho avuto tempo oggi
E speriamo in domani.

Per oggi basti dire
Che se incontro uno della CGIL
Prima lo lavo colla benzina
E poi lo uso da posacenere
Che tanto fa freddino, lo uso da scaldino

Per fortuna che ci è la fiom.

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07 maggio 2007

Indovina chi è ultimo?

Io la rivoluzione in piazza non ci ho mai creduto. Lo sanno bene che non ci ho
mai creduto quelli della comunety. Lo sanno, che non sono neanche proprio di
sinistra. Lo accettano, pure, anche se menandolo un po'. Però...

Però ho i miei principi, da quasi-trentenne, quasi-che-convive,
quasi-tempo-indeterminato. E i miei principi, di solito, nel mondo reale, la
prendono nel culo. Ma è lo stesso, lo giuro: io ci vivo attaccato, e attaccato
bene, ai miei principi. Anche se stan sulle scatole a un sacco di gente e
soprattutto alla gente con cui vado più d'accordo. Me li tengo per me.

Io me li ricordo, i miei primi venticinquaprili. Via Fillak e Certosa
tappezzate di tricolori dell'anpi, W IL 25 APRILE, dicevano. C'è dei miei
compagnissimi amici che non l'han mai visti quei cartelli lì. E un'aria di
festa. Venticinque aprile è mia nonna che si va a mangiare da lei, le paste
alla crema sul cabaré di cartone e lo spago dorato col fiocco, la bottiglia di
vino dolce per brindare. Le tagliatelle fatte in casa, perché il venticinque
aprile è festa più che natale. Racconti di treni e battaglie dei poveri,
l'olio di noci nel far west del basso piemonte e il sale sulla caldaia della
locomotiva. Io che l'antifascismo dei giovani, quello senza se e senza ma.
Ancora adesso. E con orgoglio. Però...

Però c'è cose che non tornan mica: perché io mi ricordo di mio nonno che
raccontava di quando tornava dal lavoro, cenava veloce e usciva con la
bicicletta e il fucile e da mangiare per gli operai nelle fabbriche
occupate. Tutte quelle della zona. Con mia nonna che gli diceva con la voce
rotta tutte le volte "ricordati che hai due bambini..." Era dopo che era
tornato dalla guerra, dopo che la guerra era finita, lui arruolato a vent'anni
nella decima flottiglia MAS. Memento Audere Semper. Ricordati di osare sempre.

Ecco, allora non mi torna. Non mi torna che l'onore, che la patria siano roba
loro. Non mi va giù. Non riesco a sopportare che "sociale" faccia rima con
repubblica o con movimento. Perché la solidarietà, l'eroismo, l'onore e il
rispetto sono cosa nostra, o almeno lo dovrebbero essere. Secondo me, per
carità.

L'Italia, come la Storia, è nostra. E la fa il popolo.

La patria ce la siamo ripresa indietro nonostante badoglio, nonostante
mussolini, nonostante il savoia fuggitivo. Ed è nostra. Ce la siamo sudata in
montagna, per le strade, nel campanile della chiesa di Bellusco. E mi fa urlare
di rabbia l'idea che invece se la prendano loro, adesso. L'italia agli
italiani. Beh no. Voi che l'Italia l'avete lasciata al tedesco invasore, ora
proprio non avete diritto di reclamarla.

Ecco, allora indovina chi è ultimo?

Ultimo è chi parla e non ne ha il diritto.

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22 febbraio 2007

Sarà il karma...

La nessie va a parigi. Crollano le torri gemelle.
La nessie va a parigi. La caricano agli Champs Elysées

Cade il governo, ma la maggioranza era già risicata.

È bastata barcellona, a sto giro.

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10 febbraio 2007

Roma...

...domenica pomeriggio... Sole... Calduccio... Andiamo a villa borghese, nel parco che è bello e ci lassiamo sul pratino... Lassiamo... Poi due passi, con calma, col sorriso. Poi un sacco di gente. Famiglie coi bambini. Coriandoli, biciclette. Risate di voci bianche. Superman, Fate Mignon azzurre d'ordinanza, Zorro, Cowboy. Una bambina, avrà undici anni, gioca col fratellino. Travestita di nero, stivali lucidi. In testa berretto a bustina di panno nero con stemmino bordato d'oro di fascio littorio. Ride e gioca. Paparino, grande grosso giovane e Italiano, la guarda amorevole d'amore paterno.

Buon carnevale.

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22 gennaio 2007

Recensione, duepunti: il padre, di strìnber

Ecco, io ad avere una fidanzata bellissima e a pavia, ho scoperto che posso permettermi di fare il burgois fighetto e andare alle prime serate del piccolo di milano, figa, come un vero fricchettone coi sacchi di varese. Ecco e allora io l'altra sera mi ha portato la pacefortissima a vedere una roba di strindberg che io mi dicevo bah boh.. Si chiama il padre, e a leggere così la locandina sembra una cagata pazzesca, ma invece ammetterò che tutto male non era, sì. Praticamente va così: che strindberg era un ossessivo compulsivo poco no, colle menate che le donne sono tutte entità demoniache orribili, il che è poi anche comprensibile per uno svedese di fine ottocento.

Allora, la storia è questa, in tre atti e due ore e mezza: praticamente inizia che c'è il capitano e il pastore che bevono sanguinella in una stanza tutta blu. E dice ah! quel porco di un soldatino ha messo incinta la cameriera! chiamalo che il pastore ci fa il culo! E il soldatino è un babbazzo che se l'è scialata colla ragazzetta ma dice eh! ma che ne so io che son proprio io il padre, magari ne ha preso da qualcun altro e io col cavolo che me la mantengo sta fedifraga! Ecco! giusto! vabbé si vedrà. Enters la moglie del capitano che dice eh ma allora il soldatino? Tutti che ne parlano... E lui donna! non ti riguarda! qui chi comanda è me. Tu sei donna ed essere inferiore e insulso e comunque essente donna non meriti rispetto, figurati di essere messa al corrente di ste cose delicate. E lei: ma so già tutto, figurati. E allora lui eh ma mica lo sai se è proprio lui il padre. Ah ok. dice la moglie. E invece alla fine che facciamo con la berta, nostra figlia? Perché lui, il capitano, vuole mandarla a studiare fuori casa e invece mammà la vuol tenere a casetta a diventare una brava massaia pettegola come si confà a una ragazzina a modo. E lui: comando io, so' omo. La berta parte tra quindici giorni. E basta. Tu sei donna e quindi avrai anche partorito tu la berta, ma poi me l'hai venduta in cambio di vitto e alloggio per voi due. (Sic.) Bonci. Comando io che son troppo un figo e basta. Vattene, donna.

Ecco, a questo punto arriva il dottore nuovo, perché il dottore ce l'hanno che se lo tengono in casa. Ecco e la moglie appena lo incontra gli dice eh guardi dottore, il mio adorato maritino è matto come un cavallo... Per dire, compra un sacco di libri! Che voglio dire, le pare normale che uno compri un sacco di libri? Ecco a questo esatto punto sai già come andrà a finire: che alla fine il capitano diventa matto e/o muore e l'arpia moglie sovrana buahaha. Però vabbè passa lo stesso, le successive due ore. Ecco, il capitano parla col medico e gli dice ah le avran detto che sono matto, è una vecchia menata di famiglia, niente a cui far caso, eh. Ecco, il capitano è un militare scienziato ateo neopositivista paranoico, il che è un dato importante da sapere. Vive colla moglie, la figlia, il dottore, la suocera che però non si vede mai e la sua vecchia balia. Colla quale ha un rapporto un pochininino conflittuale e confuso. Ecco e la balia entra a apparecchiare e fanno tutt'un discorsone colla balia che gli dice ah ma non fare così con quella povera donna di tua moglie e lui ecco anche tu sei contro di me, no cioè tu sei l'unica che mi capisce, no cioè mi odi, argh argh. Poi cena, e la moglie dice ma sei proprio sicuro di volerla far partire? E lui sì. E lei ma la mia opinione potresti anche chiederla, eh. E lui beh no. E lei, ma se la figlia è mia mica detto che sia tua, l'hai detto tu stesso stamattina. Cazzo dici? Eh.. Dico, dico... Bang. Lui da quel punto in poi ha l'assoluta certezza che la moglie lo ha messo cornuto e che la figlia non è sua, e che siccome non crede in dio ma solo nella scienza sua figlia era la sua dose di eternità ereditaria e invece così niente, ora è come morto. Esce velocissimo urlando non aspettate che ritorni! Poi ripensandoci, Fino a mezzanotte, almeno!
Sipario. Intervallo.

Atto secondo: la moglie e il dottore che aspettano che il capitano torni. Poi con nonchalance se ne escono tipo eh andiamo ad aspettarlo in camera mia... Poi gli diciamo che la vecchia stava male, così per non creare sospetti. Ecco, e chiama la balia e dice ei margaret aspettalo tu il capitano, dicci che la nonna sta male e bossaci. E la balia margaret dice certo certo mia signora mia. Ritorna, il capitano, coi regali di natale e l'albero di natale portato dal soldatino babbazzo. Ritorna la moglie dalla camera del dottore e gli fa tutto un imbarcamento sul fatto che lei è troppo più forte in quanto donna e che non ci provasse ad andargli contro. Lui dice cazzo vuoi, facciamo un accordo. Tu mi dici di chi è la bambina, e io ti lascio fare quel che ti pare. E la moglie: ma è tua. E lui non ci credo, nono. Guarda che mi ammazzo. Ma no che non ti ammazzi. Semmai ti faccio interdire. E come faresti, a farmi interdire? Ma chiaro: con questa letterina scritta di tuo pugno al vecchio medico che dice che temi per la tua sanità mentale. Ora io non ho capito due cose: primo, se la lettera l'ha mandata al medico, perché ce l'ha lui? Cos'è, posta inviata dell'e-mail? E secondo, che uno tema per la sua sanità mentale implica in automatico che è matto? Bah comunque invece lui ci crede eccome, che potrebbe essere interdetto. E allora prende la pistola e spara alla moglie.
Sipario. Intervallo.

Atto ultimo nonché terzo: il capitano lo hanno chiuso a chiave in camera sua, il pastore dice ah io lo dicevo che era un poco di buono. Perché il pastore in realtà è il fratello della moglie del capitano. Praticamente il cognato del matto. La moglie l'ha mancata, colla pistola. Tutti sono d'accordo che bisogna fare silenzio e fare qualcosa. Il dottore è stato mandato all'ospedale a prendere una camicia di forza. La porta dentro un pacco regalo rosso, col fiocco. Dice ah! Balia! Solo di te si fida, e quindi metticela tu la camicia, ma senza farti accorgere. Il capitano sfonda la porta e scende di sotto. Uno che vogliono far passar per matto e lo tengono chiuso a chiave pensando a che fare, secondo voi cosa fa se riesce a sfondare la porta? Beh, secondo me fa tipo il nido del cuculo, sfonda la finestra col bidet e scappa nella steppa svedese. E invece no. Scende le scale, dice ciao come va e si mette a leggere le prove letterarie del fatto che lui non è il padre di sua figlia. Shakespeare, Ezechiele, robe così. Poi in un turbinio di svarione che sembra un'idea bislacca della nessi e della manupì, cerca nell'ordine: di stuprare e uccidere la figlia, rea di aver dato manforte alla madre; di supplicare la moglie di lasciarlo perdere, ora che è riuscita a fargli perdere il senno; di farsi raccontare la sua infanzia dalla balia, che nel frattempo, mentre il capitano è in estasi mistica ricordando le supposte di glicerina e l'odioso pagliaccetto dei suoi sei anni, lo incamicia di forza. A quel punto, l'apoteosi del delirio. Si mettono a ballare e a giocare, lo slegano, il capitano apre il suo regalo di natale e ci trova un fucile giocattolo e mentre le donne ridono e corrono intorno all'albero di natale, il capitano spara e fa pum pum e le donne ridono e fanno finta di morire, che son grasse risate considerato che aveva sparato alla moglie per davvero. Poi tipo che il capitano collassa, dice ho freddo ho freddo, si mette sulle ginocchia della balia, dice ah fammi poggiare la testa sul tuo petto, oh che bella cosa il petto di una donna, ah maledette donne, ma a te margaret dio ti benedica. Oh! Gloria! Gloria! dice margaret, cattovecchietta, ha pregato iddio! Lui, l'ateo capitano scienziato! E lui, ma no cretina, io prego te di stringermi, perché tu sei benedetta. Benedetta tra le donne.
E spira tra le sue braccia, come direbbero illica e giacosa.
Sipario. Applausi.

Ecco. Sì, è una roba delirante poco no, ma alla fine ha degli spunti accettabili nei primi due atti, poi è quel tarlocco di strindberg quindi vabbé te lo aspetti, e poi comunque la regia non è che fosse male. Quindi, vediamo. Sei al sette, direi.

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26 dicembre 2006

Lotta!

Ecco! Finalmente una roba per cui vale la pena lottare, manifestare, fare la rivoluzione e l'occupazione per davvero!

Ah... Mica l'okkupazione ;)

Ecco qui, sono geniali:

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25 dicembre 2006

Tanti auguri

Tanti auguri: buon quattro mesi dal venticinque aprile.

(e questa me l'ha passata l'Adorata Fidanzata Pace Fortissima, ma mi piaceva troppo per non scrivervela...)

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10 dicembre 2006

Compañero Presidente, ahora mas que siempre presente



"Pagherò con la mia vita la difesa di principi che sono cari a questa patria. Cadrà la vergogna su coloro che hanno disatteso i propri impegni, venendo meno alla propria parola, rotto la disciplina delle Forze Armate.

Il popolo deve stare all’erta, vigile. Non deve lasciarsi provocare, nè massacrare, ma deve anche difendere le sue conquiste. Deve difendere il diritto a costruire con il proprio lavoro una vita degna e migliore.

Una parola per quelli che, autoproclamandosi democratici, hanno istigato questa rivolta, per quelli che, definendosi rappresentanti del popolo, hanno tramato in modo stolto e losco per rendere possibile questo passo che spinge il Cile nel baratro.

In nome dei più sacri interessi del popolo, in nome della patria vi chiamo per dirvi di avere fede. La storia non si ferma nè con la repressione nè con il crimine; questa è una tappa che sarà superata, è un momento duro e difficile. È possibile che ci schiaccino, ma il domani sarà del popolo, sarà dei lavoratori. L’umanità avanza per la conquista di una vita migliore.

Compatrioti: è possibile che facciano tacere le radio, e mi accommiato da voi. In questo momento stanno passando gli aerei. È possibile che sparino su di noi. Ma sappiate che siamo qui, per lo meno con questo esempio, per mostrare che in questo paese ci sono uomini che compiono la loro funzione fino in fondo; Io lo farò per mandato del popolo ed a causa della volontà cosciente di un presidente consapevole della dignità dell’incarico. Forse questa sarà l’ultima opportunità che avrò per rivolgermi a voi. Le Forze Aeree hanno bombardato le antenne di radio Portales e di radio Corporacion. Le mie parole non sono amare ma deluse; esse saranno il castigo morale per quelli che hanno tradito il giuramento che fecero.

Soldati del Cile, comandanti in capo ed associati - all’ammiraglio Merino - il generale Mendoza, generale meschino che solo ieri aveva manifestato la sua solidarietà e lealtà al governo, si è nominato comandante generale dei Carabineros.

Di fronte a questi eventi posso solo dire ai lavoratori: io non rinuncerò. Collocato in un passaggio storico pagherò con la mia vita la lealtà al popolo. E vi dico che ho la certezza che il seme che consegnammo alla coscienza degna di migliaia e migliaia di cileni non potrà essere distrutto definitivamente. Hanno la forza, potranno asservirci, ma non si arrestano i processi sociali nè con il crimine nè con la forza.

La storia è nostra e la fanno i popoli.

Lavoratori della mia patria, voglio ringraziarvi per la lealtà che sempre avete avuto, la fiducia che avete riposto in un uomo che è stato solo interprete di grande desiderio di giustizia, che giurò che avrebbe rispettato la costituzione e la legge, così come in realtà ha fatto. In questo momento finale, l’ultimo nel quale io possa rivolgermi a voi, spero che sia chiara la lezione. Il capitale straniero, l’imperialismo, assieme alla reazione ha creato il clima perchè le Forze Armate rompessero la loro tradizione: quella che mostrò Schneider e che avrebbe riaffermato il comandante Araya, vittima di quel settore che oggi starà nelle proprie case sperando di poter conquistare il potere con mano straniera per poter continuare a difendere le proprietà ed i privilegi.

Mi rivolgo, soprattutto, alla semplice donna della nostra terra: alla contadina che ha creduto in noi; all’operaia che ha lavorato di più, alla madre che ha sempre curato i propri figli. Mi rivolgo ai professionisti della patria, ai professionisti patrioti, a coloro che da giorni stanno lavorando contro la rivolta auspicata dagli ordini professionali, ordini di classe che solo vogliono difendere i vantaggi di una società capitalista.

Mi rivolgo alla gioventù, a quelli che hanno cantato e hanno donato la loro allegria ed il loro spirito di lotta; mi rivolgo all’uomo del Cile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perchè nel nostro paese il fascismo è già presente da tempo negli attentati terroristici, facendo saltare ponti, interrompendo le vie ferroviarie, distruggendo oleodotti e gasdotti; di fronte al silenzio di quelli che avevano l’obbligo di intervenire, la storia li giudicherà. Sicuramente radio Magallanes sarà fatta tacere ed il metallo tranquillo della mia voce non vi giungerà. Non importa, continuerete ad ascoltarmi. Sarò sempre vicino a voi, per lo meno il ricordo che avrete di me sarà quello di un uomo degno che fu leale con la patria. Il popolo deve difendersi ma non sacrificarsi. Il popolo non deve lasciarsi sterminare ma non deve farsi umiliare.

Lavoratori della mia patria: ho fiducia nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno il momento grigio ed amaro, dove il tradimento vuole imporsi.

Andate avanti sapendo che, molto presto, si apriranno grandi viali attraverso cui passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore.

Viva il Cile, viva il popolo, viva i lavoratori!

Queste sono le mie ultime parole, ho la certezza che il sacrificio non sarà vano.

Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una punizione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento."

11 settembre 1973

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04 dicembre 2006

Grazie di Cuore

Io, a costo di passare da cinico che non rispetta gli anziani, vorrei fare un ringraziamento al cuore di Augusto. Vorrei chiedergli di fare ancora uno sforzino piccolo piccolo, e riuscirci per bene a fare fuori il suo padrone. Che ci è andato vicino già adesso ma può fare di più. Giusto per essere sicuri.

Però già adesso di questa cosa qui che è riuscito a fare, e speriamo ci sia già riuscito.

Grazie, cuore di Augusto. Grazie di cuore.

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03 ottobre 2006

In Vino Veritas

Questa legge che non si vendono gli alcolici ai minorenni mica l'ho capita. E mi sembra anche un po' una scemata. Perchè se ci si pensa per benino e si va a vedere in giro, questa cosa qui non ha mai funzionato da nessuna parte. Perchè in America, dove puoi guidare a sedici anni, comprare una pistola a diciotto e berti una birra a ventuno, i ragazzetti bevono uguale, però con lo scopo del gioco di ridursi cadaveri sotto spirito.

Poi, se inizi a bere a diciotto anni, e inizi a prendere anche la macchina, è facile che non ti sappia controllare, che non reggi un bel niente e che con una birretta guidi storto e impastato e fai gli incidenti. Ecco.

Che il proibizionismo non funziona, e che le cose bisogna capirsele da sé, non con stupidi divieti. Che tanto la cultura nostra ha l'alcol in primo piano, dai vini tipici e DOC e DOCG alla comunione alla messa. Che comunque, da che mondo è mondo, i giovani bevono, si spaccano ogni tanto e poi sopravvivono.

E se non lo capisci, non lo capirai neanche con il divieto. Che basta vedere quanti si fumano la cannabis indica, che è illegale per tutti, e son tranquilli per capire che non è così che argini il fenomeno.

E poi, cosa c'entra con la finanziaria?

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27 settembre 2006

Il cielo dell'America son mille cieli sopra un continente


Sempre l'ignoranza fa paura. Ed il silenzio e' uguale a morte.
Mi viene da urlarlo cantando per strada che la gente ti guarda strano, sguardo "gia' ubriaco di primo mattino?", che pero' io ci ho i miei motivi buoni, a essere felice oggi che mi sveglio e leggo nelle nuove che Silvia Baraldini e' libera. Libera libera, dico, che si' che era agli arresti domiciliari perche' malata e' non stava piu' a Lexington o Marianna, ma un'altra cosa e' esser proprio liberi liberi che puoi anche dormire fuori ed e' come una seconda adolescenza, che puoi di nuovo uscire e far tardi.

E che gli americani s'incazzino pure.

Perche' la cosa pazzesca della Baraldini e' che mica ha fatto niente, lei.

Cioe', funziona cosi': la sentenza dice quarantatre' anni in tutto, sono venti per concorso in evasione, venti per associazione sovversiva e tentata rapina. Ma in realta' non e' vero, perche' valeva la legge Rico che e' una legge che se ti prendono che fai parte di un gruppo e qualcun'altro del gruppo fa un casino, il processo lo fanno a te che vai ben lo stesso. Ecco. Quarant'anni conto terzi. E tre per oltraggio alla corte, che uno pensa: avra' fatto il dito al giudice e gia' sorride, ma poi no: mica gli ha fatto niente al giudice, solo che non gli ha detto i nomi degli altri. Non ha parlato. Che a me m'han sempre detto bene, di quelli che non dicono i nomi dei compagni costi quel che costi. E invece li' e' oltraggio alla corte. Trac. Tre anni di galera. Che mi fa pensare, eh...

E adesso con l'indulto, e' liberata. E ha detto che stasera andra' a cena fuori. Come gli adulti.

E io canto e cammino, io che "a scuola" ci vado a piedi colla pioggia e colla neve che la gabbiana faceva ancora le elementari. E penso che mi chiedo cosa faccia adesso Silvia mentre io qui piano la canto. E insomma, non posso mica farmi venir del nervoso oggi, che l'hanno liberata la mia omonima, no?

Oggi sara' un buon giorno

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20 settembre 2006

Succede anche non a McDonalds

Succede anche non a McDonalds, che il mondo giri al contrario… Come dice giustamente il manif e anche la nessieblog, ci sono quelli della lidl.

E io rilancio con la notizia di ieri di Punto Informatico, che e’ un giornale onlain di robe di computer e tecnologia e robe da nerds…

La notizia e’ che a Middlesbrough in Inghilterra installeranno le telecamere di sicurezza per le strade. Che uno dice vabbe’, anche qui da noi ce le abbiamo, nei vicoli o che ne so’.

Pero’ quelle telecamere li’ sono diverse: ci hanno l’altoparlante, cosi’ il pulotto di turno puo’ farti il culo per telefono. Ei senta lei, giovine… Si’ dico a lei, guardi che di li’ e’ contromano, eh… E poi non guardi cosi’ male quel manifesto di neonazi, che la liberta’ di espressione non lo consente, eh!

A me mi ricorda un sacco millenovecentoeottantaquattro… Il grande fratello ti ama. Ce lo diranno per videocitofono, alla fine…

Uff.. Io devo andare a star sui monti, mi sa.

Pero’ nel frattempo, che schiere di brufolosi adolescenti boicottino le vacanze studio a Middlesbrough. Orde di fricchettoni anglofili scelgano il canada o la nuova zelanda, per le loro anglofile fricchettonissime spedizioni.

Orsu’, mobilitiamoci!

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19 settembre 2006

Giovinezza

Allora, io lo capisco che un cinquantenne di Vicenza sia fascista. Non lo condivido, ma lo riesco a concepire. Come concepisco anche che ci possa essere il vecchietto nostalgico che quando c’era lui caro lei. Che il fascismo magari non e’ stato veramente cosi’ pessimo nella sua implementazione-ventennio, nelle piccole cose del piccolo borghese che il nostro piccolo vecchietto era, il tre dicembre del trentanove. Che si’ pero’ i treni arrivavano in orario e c’era amor patrio, che e’ una roba piu’ da partigiani che da repubblichini ma vabbe’, facciamo finta che forza che e’ giunta l’ora infuria la battaglia non voglia dire nulla.

Pero’ non riesco proprio a capire come possa essere fascista un ragazzino di quindici, di diciott’anni. Perche’ a vent’anni e’ tutto ancora intero, e se lo sa persino il maestrone dev’essere proprio cosi’. E allora uno a vent’anni deve aver degli ideali. Non delle visioni pragmatiche.

Ieri a roma si son incontrati i giovani fascisti. Azione Giovani, si chiamano. Per il decennale loro. E ci e’ andato a parlare anche Bertinotti che fa il presidente della camera e quindi vabbe’ ci sta piu’ o meno come il papa a cuba ma ci sta. E tutto il discorso era tra essere e sembrare, cadute di stile tipo “moratti: essere donna, luxuria: sembrare donna”. Come se la moratti fosse veramente una donna…

Dettagli. La cosa che piu’ mi e’ parsa pazzesca e’ che la menata era sul fatto che l’ungheria era stata invasa piuttosto che i colonnelli in grecia, da un lato e dall’altro. Principe di macchiavelli contro l’utopia di tommaso moro.

Che si’, i treni arrivavano in orario e si’ la primavera di praga, ma uno non e’ che deve credere, a vent’anni che l’ideale possa essere la precision dei capistazione… A vent’anni si va per monti e a piedi, per far ritardare un po’ quelle terze classi e vapore bianco sul turchino. Perche’ io son nipote di ferrovieri, i ferrovieri del ventennio. Quei ferrovieri che se lo avessero saputo che adesso il vanto dei nostalgici son i treni in orario, avrebbero chiuso un pochin la valvola, di quei ferrovieri che facevano sampierdarena-acqui terme, a veder se ci arrivavi, e a far il sale scaldando l’acqua del mare sulla caldaia della 691, che di la dell’appennino valeva bastante da scambiarlo con l’olio di noci, una verza, tre patate.

A vent’anni allora l’ideale non puo’ che essere che tutti stanno bene, che nessuno impone cose agli altri. A vent’anni ci credi, che le utopie possono funzionare, anche se poi lo sai razionale, che ci vuole il principe, che homo homini lupus…

O forse no: me lo dicon, che sono ingenuo…

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