26 marzo 2008

I Russi A Parigi

Sorriso minimo veloce e di nascosto mentre lavoro.

Sono a Parigi. Che sono a Parigi lo sapete, probabilmente. Per lavoro. Niente di interessante, al riguardo.
Però succede questa roba qui: in albergo da me, in tutto il piano tranne la mia camera, credo, è arrivata la nazionale russa. Di non so quale sport, ma hanno tutti la tuta bianca e rossa con scritto "Russia - National Team" e il nome sulla schiena. A parte che è scritto in inglese e non in cirillico, e che c'erano due televisioni russe fuori dall'hotel che aspettavano immagino loro, la cosa da segnalare è che sono di età variabile tra i sette e i venti. Più gli allenatori che sono normali adulti in gita scolastica.

Ecco. Esco dalla camera per fare colazione, in corridoio bambini e bambine in tuta "Russia National Team", alcuni hanno dei nomi bellissimi tipo Kalinka. Scendo a colazione e non ci penso più. Risalgo, prendo i computer (sì, plurale. Esco con tre computer. Ma questa è un'altra storia.) e riesco dalla camera. Ora in corridoio saranno cinquanta bambini tutti biondi e rossi e bianchi nationalteam. Tutti assembrati mentre un'allenatrice scrive i nomi a pennarello sulle chiavi delle stanze, che sono a tessera magnetica come si confà agli alberghi moderni. Corridoio bloccato. Mi avvicino, mi vedono e mi lasciano passare, stringendosi e spingendosi come fanno i bambini. A quel punto non resisto mica. Gli dico "spassiba". L'allenatrice mi guarda tra il divertito e il "mi pigli pel culo, o europeo?" I cinquanta bambini invece, in coro unisono che neanche fossero figli del coro dell'armata rossa, come se gli avessero detto "come si dice?", ma senza che nessuno parlasse, risposero.

Tojalsta.

Solo i russi, e solo a parigi.

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10 febbraio 2007

Dietro la curva

Dietro la curva improvvisamente il mare, dice fossati. Ma se voi avete mai preso un treno interregionale pavia genova, non è quella la prima cosa che notate. La canzone in realtà, per rigore, dovrebbe essere: dietro la curva improvvisamente la luce non sa di neon anche all'aperto e l'orizzonte si vede non come averci gli occhiali appannati. È pazzesca questa cosa qui della luce, perché è proprio una curva, una galleria. Entri in galleria che c'è un umido logoro e pesante fuori, ed esci leggero e luminoso, con visibilità oltre le dieci miglia, come si dice. Mica poco, eh...

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22 gennaio 2007

Recensione, duepunti: il padre, di strìnber

Ecco, io ad avere una fidanzata bellissima e a pavia, ho scoperto che posso permettermi di fare il burgois fighetto e andare alle prime serate del piccolo di milano, figa, come un vero fricchettone coi sacchi di varese. Ecco e allora io l'altra sera mi ha portato la pacefortissima a vedere una roba di strindberg che io mi dicevo bah boh.. Si chiama il padre, e a leggere così la locandina sembra una cagata pazzesca, ma invece ammetterò che tutto male non era, sì. Praticamente va così: che strindberg era un ossessivo compulsivo poco no, colle menate che le donne sono tutte entità demoniache orribili, il che è poi anche comprensibile per uno svedese di fine ottocento.

Allora, la storia è questa, in tre atti e due ore e mezza: praticamente inizia che c'è il capitano e il pastore che bevono sanguinella in una stanza tutta blu. E dice ah! quel porco di un soldatino ha messo incinta la cameriera! chiamalo che il pastore ci fa il culo! E il soldatino è un babbazzo che se l'è scialata colla ragazzetta ma dice eh! ma che ne so io che son proprio io il padre, magari ne ha preso da qualcun altro e io col cavolo che me la mantengo sta fedifraga! Ecco! giusto! vabbé si vedrà. Enters la moglie del capitano che dice eh ma allora il soldatino? Tutti che ne parlano... E lui donna! non ti riguarda! qui chi comanda è me. Tu sei donna ed essere inferiore e insulso e comunque essente donna non meriti rispetto, figurati di essere messa al corrente di ste cose delicate. E lei: ma so già tutto, figurati. E allora lui eh ma mica lo sai se è proprio lui il padre. Ah ok. dice la moglie. E invece alla fine che facciamo con la berta, nostra figlia? Perché lui, il capitano, vuole mandarla a studiare fuori casa e invece mammà la vuol tenere a casetta a diventare una brava massaia pettegola come si confà a una ragazzina a modo. E lui: comando io, so' omo. La berta parte tra quindici giorni. E basta. Tu sei donna e quindi avrai anche partorito tu la berta, ma poi me l'hai venduta in cambio di vitto e alloggio per voi due. (Sic.) Bonci. Comando io che son troppo un figo e basta. Vattene, donna.

Ecco, a questo punto arriva il dottore nuovo, perché il dottore ce l'hanno che se lo tengono in casa. Ecco e la moglie appena lo incontra gli dice eh guardi dottore, il mio adorato maritino è matto come un cavallo... Per dire, compra un sacco di libri! Che voglio dire, le pare normale che uno compri un sacco di libri? Ecco a questo esatto punto sai già come andrà a finire: che alla fine il capitano diventa matto e/o muore e l'arpia moglie sovrana buahaha. Però vabbè passa lo stesso, le successive due ore. Ecco, il capitano parla col medico e gli dice ah le avran detto che sono matto, è una vecchia menata di famiglia, niente a cui far caso, eh. Ecco, il capitano è un militare scienziato ateo neopositivista paranoico, il che è un dato importante da sapere. Vive colla moglie, la figlia, il dottore, la suocera che però non si vede mai e la sua vecchia balia. Colla quale ha un rapporto un pochininino conflittuale e confuso. Ecco e la balia entra a apparecchiare e fanno tutt'un discorsone colla balia che gli dice ah ma non fare così con quella povera donna di tua moglie e lui ecco anche tu sei contro di me, no cioè tu sei l'unica che mi capisce, no cioè mi odi, argh argh. Poi cena, e la moglie dice ma sei proprio sicuro di volerla far partire? E lui sì. E lei ma la mia opinione potresti anche chiederla, eh. E lui beh no. E lei, ma se la figlia è mia mica detto che sia tua, l'hai detto tu stesso stamattina. Cazzo dici? Eh.. Dico, dico... Bang. Lui da quel punto in poi ha l'assoluta certezza che la moglie lo ha messo cornuto e che la figlia non è sua, e che siccome non crede in dio ma solo nella scienza sua figlia era la sua dose di eternità ereditaria e invece così niente, ora è come morto. Esce velocissimo urlando non aspettate che ritorni! Poi ripensandoci, Fino a mezzanotte, almeno!
Sipario. Intervallo.

Atto secondo: la moglie e il dottore che aspettano che il capitano torni. Poi con nonchalance se ne escono tipo eh andiamo ad aspettarlo in camera mia... Poi gli diciamo che la vecchia stava male, così per non creare sospetti. Ecco, e chiama la balia e dice ei margaret aspettalo tu il capitano, dicci che la nonna sta male e bossaci. E la balia margaret dice certo certo mia signora mia. Ritorna, il capitano, coi regali di natale e l'albero di natale portato dal soldatino babbazzo. Ritorna la moglie dalla camera del dottore e gli fa tutto un imbarcamento sul fatto che lei è troppo più forte in quanto donna e che non ci provasse ad andargli contro. Lui dice cazzo vuoi, facciamo un accordo. Tu mi dici di chi è la bambina, e io ti lascio fare quel che ti pare. E la moglie: ma è tua. E lui non ci credo, nono. Guarda che mi ammazzo. Ma no che non ti ammazzi. Semmai ti faccio interdire. E come faresti, a farmi interdire? Ma chiaro: con questa letterina scritta di tuo pugno al vecchio medico che dice che temi per la tua sanità mentale. Ora io non ho capito due cose: primo, se la lettera l'ha mandata al medico, perché ce l'ha lui? Cos'è, posta inviata dell'e-mail? E secondo, che uno tema per la sua sanità mentale implica in automatico che è matto? Bah comunque invece lui ci crede eccome, che potrebbe essere interdetto. E allora prende la pistola e spara alla moglie.
Sipario. Intervallo.

Atto ultimo nonché terzo: il capitano lo hanno chiuso a chiave in camera sua, il pastore dice ah io lo dicevo che era un poco di buono. Perché il pastore in realtà è il fratello della moglie del capitano. Praticamente il cognato del matto. La moglie l'ha mancata, colla pistola. Tutti sono d'accordo che bisogna fare silenzio e fare qualcosa. Il dottore è stato mandato all'ospedale a prendere una camicia di forza. La porta dentro un pacco regalo rosso, col fiocco. Dice ah! Balia! Solo di te si fida, e quindi metticela tu la camicia, ma senza farti accorgere. Il capitano sfonda la porta e scende di sotto. Uno che vogliono far passar per matto e lo tengono chiuso a chiave pensando a che fare, secondo voi cosa fa se riesce a sfondare la porta? Beh, secondo me fa tipo il nido del cuculo, sfonda la finestra col bidet e scappa nella steppa svedese. E invece no. Scende le scale, dice ciao come va e si mette a leggere le prove letterarie del fatto che lui non è il padre di sua figlia. Shakespeare, Ezechiele, robe così. Poi in un turbinio di svarione che sembra un'idea bislacca della nessi e della manupì, cerca nell'ordine: di stuprare e uccidere la figlia, rea di aver dato manforte alla madre; di supplicare la moglie di lasciarlo perdere, ora che è riuscita a fargli perdere il senno; di farsi raccontare la sua infanzia dalla balia, che nel frattempo, mentre il capitano è in estasi mistica ricordando le supposte di glicerina e l'odioso pagliaccetto dei suoi sei anni, lo incamicia di forza. A quel punto, l'apoteosi del delirio. Si mettono a ballare e a giocare, lo slegano, il capitano apre il suo regalo di natale e ci trova un fucile giocattolo e mentre le donne ridono e corrono intorno all'albero di natale, il capitano spara e fa pum pum e le donne ridono e fanno finta di morire, che son grasse risate considerato che aveva sparato alla moglie per davvero. Poi tipo che il capitano collassa, dice ho freddo ho freddo, si mette sulle ginocchia della balia, dice ah fammi poggiare la testa sul tuo petto, oh che bella cosa il petto di una donna, ah maledette donne, ma a te margaret dio ti benedica. Oh! Gloria! Gloria! dice margaret, cattovecchietta, ha pregato iddio! Lui, l'ateo capitano scienziato! E lui, ma no cretina, io prego te di stringermi, perché tu sei benedetta. Benedetta tra le donne.
E spira tra le sue braccia, come direbbero illica e giacosa.
Sipario. Applausi.

Ecco. Sì, è una roba delirante poco no, ma alla fine ha degli spunti accettabili nei primi due atti, poi è quel tarlocco di strindberg quindi vabbé te lo aspetti, e poi comunque la regia non è che fosse male. Quindi, vediamo. Sei al sette, direi.

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